[Testo] Episodio 060: Il Pensiero Non è Tuo Nemico

Una convinzione diffusa tra i ricercatori spirituali è che la formula per neutralizzare la mente è di considerarla una seccatura e cercare di non pensare. Ma con questo atteggiamento sarà mai possibile trovare la pace?

La ragione per cui questo approccio non funziona è che non cancella l’errore di fondo da cui ha origine l’ignoranza. Considerare la nostra mente. – intesa come pensiero, intelletto – come una seccatura significa vederla come qualcosa di separato, di sbagliato, una creatura ribelle che vive dentro di noi. Questo modo di considerare la nostra mente e il nostro intelletto è quantomeno discutibile.

L’intelletto umano è come un cane massiccio e forzuto che vuole solo aiutarci. Abbaia tutto il tempo, corre in cerchio e tenta disperatamente di aiutarci. Per indebolirlo, alcuni insegnamenti spirituali un po’ superficiali ci invitano ad ignorarlo o affamarlo. In modo più sottile, gli insegnamenti non dualistici ci indicano come fare amicizia con questo cane e come educarlo, in modo che possa diventare il nostro migliore amico.

Il primo passo per fare amicizia con la mente è comprendere che siamo pura consapevolezza. Quando comprendiamo appieno e con chiarezza che il nostro Sé è pura consapevolezza, allora vediamo anche pensieri ed emozioni come semplici oggetti di quella consapevolezza – processi innocenti, innocui e trasparenti.

Per funzionare nel mondo abbiamo bisogno di determinati processi cognitivi. La buona notizia è che, una volta che abbiamo compreso che la consapevolezza è la nostra vera natura e abbiamo imparato a vivere in uno stato di presenza aperta, la componente illusoria dei pensieri svanisce.

Finché facciamo la guerra alla nostra mente cercando di non pensare, o considerando inutile tutto ciò che pensiamo e sappiamo, siamo ancora intrappolati in una visione dualistica della realtà. Smettiamo di fare la guerra comprendendo che siamo pura consapevolezza. Quando impariamo ad apprezzare la nostra vera natura, paura ed ansia spariscono. A quel punto i pensieri svolgono serenamente ed efficacemente la loro funzione secondo le necessità del momento.