[Testo] Episodio 151: La Gentile Arte Della Camminata

Sai camminare? Certo che si, lo fai da quando avevi più o meno un anno d’età. Insieme al respirare, camminare è una delle funzioni corporee più naturali. E nonostante siano entrambe attività normali dell’essere umano, utilizzarle come oggetto d’attenzione per la nostra meditazione ci aiuta ad essere più consapevoli di noi stessi e del momento presente. Alcuni minuti di pratica svolti regolarmente migliorano non solo la postura del corpo, ma anche la lucidità mentale e il senso di equilibrio in un mondo che altrimenti spesso rischia di sopraffarci. Sei pronto allora ad imparare la gentile arte del camminare?

Molti pensano alla meditazione come a uno stato di trance, come a qualcosa di esoterico, ma l’obiettivo della pratica camminata è semplicemente quello di essere consapevoli dei movimenti del corpo e di come la mente si distrae appresso a cose familiari o totalmente nuove.

L’esperienza della meditazione vipassana mostra che sprechiamo un sacco di tempo e di energia a rimuginare sul passato o a fantasticare sul futuro. Ritornando nel qui e ora invece conserviamo energia vitale e siamo in grado di utilizzarla per scopi benefici e significativi. Per esempio, il corso di meditazione che si tiene a Chiang Mai in Tailandia termina con una meditazione ininterrotta di tre giorni e tre notti, circa 80 ore, compito inimmaginabile per una mente normale superimpegnata, ma per nulla impossibile per una mente ben ancorata al presente.

Pronto allora? Di cosa hai bisogno? Non di molto. Venti trenta minuti di tempo. Abiti comodi, piedi nudi e un posto tranquillo. Può essere la tua camera da letto o un giardino se sei così fortunato da averne uno.

Di solito i monaci si preparano alla meditazione con una serie di prostrazioni lente e consapevoli di fronte al Buddha. L’obiettivo è portare l’attenzione distratta a concentrarsi sul corpo. Puoi sciogliere la muscolatura facendo un po’ di yoga, toccandoti le punte dei piedi, ruotando spalle e bacino, facendo dei bei respiri profondi. Dimentica tutto il resto. Osserva i movimenti del tuo corpo e nota dov’è la tua attenzione in ogni momento pronunciando ad alta voce, o se preferisci tra te e te, l’oggetto su cui è appoggiata.

Trova uno spazio di 3 – 5 metri nel quale puoi camminare comodamente. Unisci le mani dietro alla schiena, con la sinistra tenuta delicatamente dalla destra. Spalle e colonna dritte, piedi affiancati. A questo punto, prestando il massimo dell’attenzione alle sensazioni legate al movimento della gamba e del piede, solleva il piede destro e appoggialo con il tallone giusto davanti all’alluce del piede sinistro, e mentre lo fai pronuncia dentro di te la parola “destro”. Quindi ripeti con il piede sinistro pronunciando la parola “sinistro” e vai avanti così fino a un punto dove puoi girarti comodamente.

Quando sei pronto a girarti, interrompi la camminata portando i piedi uno in fianco all’altro. Ripeti dentro di te “in piedi, in piedi, in piedi”. Facendo perno sul tallone, ruota il piede destro di novanta gradi a destra, poi fai lo stesso con il sinistro mentre ripeti dentro di te “a destra, a destra, a destra”. Ripeti il tutto una seconda volta, e a quel punto dovresti ritrovarti pronto per rifare lo stesso percorso in direzione opposta. Sottolineare ogni movimento tre volte è importante perché aiuta a rallentare la produzione mentale. Inoltre camminare al rallentatore aiuta la mente a mantenersi concentrata sulle sensazioni fisiche del corpo in movimento.

Non prendertela se a un certo punto scopri che stai pensando a quel programma televisivo o ai problemi con il tuo lavoro o con la tua macchina. Tutti noi umani costruiamo continuamente film nella nostra testa, e il primo passo per imparare a conoscere e controllare la mente è rendersi conto che non sempre si comporta come vorremmo. Semplicemente ripeti dentro di te “pensare, pensare, pensare”. Fermati per un momento con i piedi paralleli e ripeti “fermarsi, fermarsi, fermarsi”. Porta attenzione al tuo addome che si alza e si abbassa mentre respiri. Quindi riprendi a camminare, iniziando sempre col piede destro, e riporta l’attenzione ai movimenti della gamba e del piede.

La meditazione camminata è un perseverare paziente, non un insistere ottuso. Se riesci a sviluppare una qualsiasi forma di distacco dalle tue emozioni e dai tuoi umori, probabilmente vedrai la tua mente attraversare stati di contentezza, noia e frustrazione, mentre le gambe potrebbero dare segni di fatica o irrigidirsi. Potresti sviluppare una forte consapevolezza del pavimento o della superficie su cui cammini, e di come ti fanno sentire. Ad esempio potresti apprezzare la calda morbidezza di un tappeto, o notare le diverse sensazioni di contatto con un pavimento in pietra. Non rimanere invischiato in quelle sensazioni, semplicemente nota sia quelle fisiche che quelle emotive dicendoti “piacevole, piacevole, piacevole” oppure “ruvido, ruvido, ruvido” e prosegui nella tua pratica camminata.

Non aspettarti risultati eclatanti dopo la prima sessione. Detto questo, una pratica costante ti porterà certamente ad essere più equilibrato verso gli alti e i bassi della vita che così spesso sono causa di stress.

“Destro” e “sinistro” è il primo di sei livelli della pratica camminata, durante il quale osserviamo il movimento di ciascun piede da quando sta dietro a quando sta davanti rispetto all’altro. Il livello successivo, da sperimentare quando la consapevolezza corporea è aumentata, divide ogni passo in due movimenti, che sono sollevare e appoggiare. Mentre muovi il piede ripetendo queste due parole, fai una breve pausa in modo da enfatizzare ulteriormente la differenza tra i due movimenti.

Il terzo livello è sollevare, avanzare e appoggiare. In questa fase diventiamo consapevoli della differenza tra sollevare il piede e portarlo in avanti. Preferisco la parola avanzare rispetto ad altre perché è abbastanza lunga da costringere a rallentare il movimento del piede. Più ci avviciniamo ad una camminata normale, più diventa difficile mantenere consapevolezza del corpo e questo perché i movimenti tendono a diventare automatici. Progredire da un livello all’altro spesso porta a camminare con sempre maggiore lentezza, un po’ come certi mimi di strada.

Rallentare il passo migliora anche l’equilibrio perché il corpo appoggia su un piede solo per diversi secondi. Quando ti avvicini per le prime volte alla pratica camminata, può essere che in mezz’ora farai quindici o venti andate e ritorni, ma successivamente questo numero scenderà anche a cinque. Non ti preoccupare se hai bisogno di fermarti ogni manciata di passi. Non sono previsti premi per chi fa più strada. Anzi, è vero l’opposto.

Il quarto livello è alzare il tallone, sollevare, avanzare e appoggiare. In questa fase osserviamo la preparazione al sollevamento del piede, con una breve pausa prima che l’avampiede si sollevi dal terreno.

Il quinto livello prevede alzare il tallone, sollevare, avanzare, abbassare e appoggiare. In questo caso quando un piede è passato davanti all’altro, notiamo le sensazioni dell’abbassarlo e dell’appoggiarlo a terra. Il sesto livello comprende un’azione ulteriore: notiamo l’alzare il tallone, il sollevare, l’avanzare, l’abbassare e quindi l’appoggiare prima il tallone e poi il resto del piede.

È importante non farsi prendere dalla fretta nel passare da un livello al successivo. Se pratichiamo con un maestro sarà lui a decidere quando è il momento di farlo. Se pratichi da solo dovrai decidere tu, ma è una buona idea soffermarsi su ogni livello per diverse sessioni di pratica. Questo ne garantirà il massimo beneficio.

Mentre progredisci di livello potresti scoprire più naturale praticare per un’ora invece di venti trenta minuti. Se spalle o braccia si indolenziscono, attendi di terminare una tratta e dopo aver ripetuto “in piedi, in piedi, in piedi” porta le mani davanti al corpo e come prima tieni delicatamente la sinistra con la destra. Poi girati e prosegui la pratica.

Inevitabilmente alcuni giorni saranno migliori di altri, certe volte potrebbe essere più difficile lasciar andare un umore particolarmente felice o cupo. Non aspettarti un aumento costante della tua consapevolezza e non rinunciare solo perché la pratica non è venuta bene. Il segreto è non aggrapparsi alle emozioni, positive o negative che siano. Semplicemente osservale mentre sorgono e poi se ne vanno.

Qualcuno potrebbe trovare questa pratica noiosa o frustrante. Certe persone sono troppo irrequiete e hanno sempre bisogno di stimoli esterni come un messaggio su Facebook o un film in tv. Ma con costanza e pazienza la maggior parte di noi può imparare a gestire noia, rabbia e frustrazione, sintomi comuni di stress della nostra società. Spesso le soluzioni ai problemi sono più semplici di quel che pensiamo, e praticare la gentile arte della camminata può portare benefici inimmaginabili.