[Testo] Episodio 132: L'Importanza di Prestare Attenzione

A volte riaffiora un ricordo, così, spontaneamente. Come quella domenica mattina in Montague Street, a Brooklyn, seduti in un ristorante affollato e rumoroso a mangiare omelette enormi e buonissime. La mia con broccoli, formaggio svizzero e funghi. Ricordo ancora il primo morso. O come la spiaggia color porpora di Carver’s Code, nel Maine, tutta ricoperta dai gusci delle cozze. Il suono delle anatre che tornano al fiume in primavera. Il suono delle oche che lasciano Chesapeake volando alte in grandi stormi. La boa a campana che rintocca nella quiete di un caldo pomeriggio d’agosto. E le crepe scure di una scogliera di granito che incombono su di noi avvolte in una fitta nebbia.

I ricordi riaffiorano nei momenti più strani. Frammenti di vita. Non è mia abitudine rimuginare troppo sul passato. Questi flash emergono, come rigurgiti, dal profondo. Ma non puoi ricordare ciò che non hai vissuto intensamente. La pratica della Mindfulness ci insegna a prestare attenzione al momento presente senza offuscarlo con i nostri giudizi.

Come ha detto la scrittrice Annie Dillard, il modo in cui trascorri le tue giornate è il modo in cui trascorri la tua vita. Siediti con quel pensiero in testa e sii consapevole che ogni istante è pieno e completo in sé. Nonostante al momento possa sembrare insignificante, piacevole (o spiacevole) sì, ma non così importante da riaffiorare alla mente tra 30 o 40 anni. Sappi che quel momento o forse proprio questo momento potrebbe essere quello che un giorno, in un tranquillo mattino, riaffiorerà inaspettato. E magari ti ritroverai in un caffè il cui nome avevi dimenticato da tempo. Questo non significa forse che dovremmo vivere nel modo più pieno e meraviglioso possibile?

Quelle anatre che tornavano al fiume erano là per essere ascoltate. La danza nell’aria di una foglia ingiallita che cade è una scena di una tale bellezza che è difficile pensare che non accada apposta per procurare gioia.

L’invito è allora ad osservare ciò che abbiamo intorno e le nostre relazioni. La poetessa Mary Oliver era solita camminare nella natura con un bloc notes in mano per osservare, comporre, essere. Sensazioni che attraverso le sue dita si trasformavano in parole sulla carta.

Non devi essere un poeta per immergerti nella natura selvaggia e farti inondare dalle sue sensazioni.

E poi selvaggio può essere anche lo Starbucks che incontri al mattino per andare in ufficio o il rumore della porta dello scuolabus che si chiude sfiatando mentre osservi tuo figlio prendere posto nelle ultime file. E il tuo cane, che urtandoti con il muso ti fa capire che è ora di andare a fare il giro. Presta attenzione al tuo cane, ai bambini, e a tutto quello che ogni istante ha da offrirti.

Fatti avanti mondo. Faremo del nostro meglio.