[Testo] Episodio 076: Fare Amicizia Con le Emozioni Difficili

È iniziata quando avevo tre anni. Forse due. O forse ci sono nata. Ma per quanto possa andare indietro con la memoria, è sempre stata con me. Parlo di questa tristezza che di solito se ne sta silenziosa dietro le quinte della mia mente, a volte fa capolino e altre volte mi assale completamente. Capita che stia nascosta e tranquilla per settimane, ma so che è ancora lì e che non passerà molto tempo prima che si ripresenti con il suo aspetto familiare.

Quando arriva la tristezza, è come se vivessi in una casa col soffitto un po’ più basso della mia altezza. Per molto tempo ho pensato che capire perché ero triste mi avrebbe aiutata a sbarazzarmi della mia tristezza. Sono andata da svariati terapeuti e counselor, ho letto un sacco di libri, ho provato a meditare e ad allenare in altri modi la mente. Alla fine ho capito perché ho questa tristezza. È figlia di emozioni irrisolte della mia infanzia che non ho mai voluto indagare, miste a nostalgia e a un senso di solitudine che ogni tanto arriva e poi se ne va. In ogni caso, capire perché ero triste non ha cambiato nulla. La mia tristezza è sempre lì, è ancora una parte di me a cui ormai mi sono abituata.

A volte quando la tristezza mi assale, le persone se ne accorgono e mi si avvicinano. Mi chiedono “c’è qualcosa che non va?” oppure “tutto bene?” Prima di conoscere a fondo la mia tristezza di solito rispondevo “Tutto bene grazie” e rimanevo pure un po’ seccata dal fatto che me lo avessero chiesto. Col passare degli anni però la mia risposta è cambiata. La tristezza non è nulla di cui vergognarsi o da nascondere.

Ho imparato che provare emozioni difficili è ok. Non c’è nulla di cui vergognarsi, nulla da nascondere, o da esprimere apertamente o da reprimere. Avere emozioni vuol dire essere viva ed essere umana.

Ho imparato ad accettare la mia tristezza così com’è.

Ho imparato a riconoscerla quando si manifesta.

Ho imparato ad ascoltare ciò che è venuta a insegnarmi.

Ho imparato ad amarla.

Ho realizzato che se non avessi questa parte di me, non potrei davvero provare gioia e felicità così intensamente come mi accade. La tristezza funziona un po’ da pietra di paragone per le altre emozioni e questo le rende molto più forti e vivide.

Proprio perché conosco la tristezza, quando provo felicità la provo in modo totale e assoluto. Ho imparato ad arrendermi alle mie emozioni quando si manifestano, ho imparato che le emozioni vanno e vengono e sono meravigliose, anche quelle più difficili, ho imparato ad apprezzarle tutte.

La tristezza non mi ha solo insegnato a capire e sentire di più le mie emozioni, mi ha anche insegnato ad esprimere i miei bisogni in modo più efficace. Ogni volta che mi viene a trovare, la tristezza indossa una maschera diversa. Ho imparato a smascherarla e a capire cosa mi fa stare meglio. A volte quando mi sento triste ciò di cui ho bisogno è allontanarmi da tutto e da tutti e stare un po’ con me stessa, altre volte è esattamente l’opposto e quello che mi aiuta è stare in mezzo alla gente, a volte è un abbraccio, a volte è sorseggiare qualcosa.

Ultimamente quando qualcuno mi chiede “cosa c’è che non va?” rispondo “grazie per avermelo chiesto. Sono triste. A volte mi capita, ma non preoccuparti, tra un po’ passa. Mi farebbe bene un abbraccio”.