[Testo] Episodio 155: L'Amorevole Gentilezza in Tempi di Ansia e Paura

Ieri ho portato il mio cane al parco per la solita passeggiata. Con quasi nessuno in giro e libero da telefonino e televisione, mi ero immaginato mezz’ora di relax a lanciare un bastone. E invece di cosa parlavano le uniche due persone che erano lì con me? Del fatto che il supermercato avesse esaurito tutte le scorte di disinfettante per via del panico da coronavirus. Sembra che ovunque vai o qualsiasi cosa fai, le notizie di questa tragedia ti seguono.

Il risultato è che a livello globale stiamo vivendo un periodo di ansia e paura senza precedenti. Mentre il virus continua a diffondersi e il numero di malati e vittime cresce, mentre aumentano in tutto il mondo le situazioni di emergenza e i media ci bombardano con notizie allarmanti, vedo molte persone in difficoltà, prigioniere di una paura costante.

L’atto del meditare è per sua natura un atto di coraggio. Nella tradizione buddista, meditare non significa entrare in una dimensione magica in cui non abbiamo più paura. Significa invece guardare in faccia la paura, rimanendo presenti e notando come cambia momento dopo momento.

Nella pratica di Mindfulness stiamo seduti in compagnia della nostra mente e del nostro corpo, e proviamo a rilassarci nel momento presente portando attenzione alle sensazioni del respiro. E quando la mente si distrae e va appresso ai nostri film, lo notiamo e la riportiamo gentilmente alle sensazioni del respiro. Ogni volta. Rimanendo presenti, impariamo a sentire ciò che c’è in questo momento, e a renderci conto che qualsiasi cosa sentiamo va bene, siamo interi e completi così come siamo.

Praticare Mindfulness è un modo meraviglioso di allenare la mente. C’è anche un altro modo per uscire dall’ansia ed entrare in uno stato di apertura e rilassamento: è la pratica dell’amorevole gentilezza.

La pratica dell’amorevole gentilezza, così come la conosciamo oggi, è nata all’incirca nel quinto secolo dopo Cristo. In quell’epoca un maestro buddista di nome Acariya Buddhaghosa ha ricevuto così come era stato tramandato dalle generazioni precedenti il Metta Sutta, i primi insegnamenti del Buddha sull’amore e la gentilezza. È stato lui a trasformare quegli insegnamenti nella pratica che utilizziamo oggi.

Con il diffondersi dall’India ai paesi circostanti, la pratica è cambiata: sono cambiate le frasi da ripetere e la loro sequenza. Anche il tramandare la pratica da una generazione all’altra ha comportato alcuni cambiamenti, ma il messaggio originale del Buddha è rimasto chiaro e intatto: rivolgere l’augurio di benessere a tutti gli esseri viventi, inclusi noi stessi, e nella versione che sto per proporti, a tutte le persone sofferenti per motivi di salute o per paura.

Vediamo insieme concretamente com’è la pratica dell’amorevole gentilezza.

Per prima cosa inizia con l’assumere una postura meditativa che ti faccia sentire ben appoggiato a terra, radicato e dignitoso. Medita qualche minuto sul respiro per stabilizzare la tua mente.

Ora visualizza mentalmente un’immagine di te stesso. Potrebbe essere l’immagine di te che hai visto l’ultima volta nello specchio, oppure quella con indosso i tuoi vestiti preferiti, o quella di quando avevi sette-otto anni. Fai in modo che l’immagine risuoni in te a livello emotivo, un po’ come se fossi seduto di fronte a te stesso e ti guardassi. Lascia che il cuore si scaldi. Tenendo a mente la tua immagine, pronuncia dentro di te le frasi che dirò tra poco oppure sussurrale piano, facendo una breve pausa tra una e l’altra in modo che possano raggiungere le profondità del tuo essere:

Possa io essere felice

Possa io essere in buona salute

Possa io sentirmi al sicuro

Possa io essere libero dalla paura

Potrebbero sorgere sensazioni fisiche collegate alla frase che stai dicendo; nel caso, va bene così. Semplicemente notale e prosegui con la frase successiva. Se sorgono pensieri o monologhi del tipo “beh certo mi sentirei al sicuro se il mio vicino la smettesse di tossire”, anche qui notali e passa alla frase successiva. Ripeti la sequenza di frasi per tre volte. Poi fai un bel respiro e lascia che l’immagine mentale si dissolva.

Ora visualizza mentalmente l’immagine di qualcuno a cui vuoi bene e che sta vivendo un periodo difficile. Potrebbe essere un familiare, un partner, o un amico molto caro. Fai in modo che anche quest’immagine parli alle tue emozioni; pensa a come porta i capelli, a come sorride, a come si veste. Quando l’immagine è vivida, lascia che il tuo cuore si ammorbidisca. Questa persona potrebbe essere in preda alla paura, o magari è in viaggio e tu sei preoccupato per la sua salute. Con questa immagine in mente, pronuncia le frasi che ti dirò tra poco, facendo una breve pausa tra una e l’altra in modo che possano arrivare in profondità dentro di te:

Possa tu essere felice

Possa tu essere in buona salute

Possa tu sentirti al sicuro

Possa tu essere libero dalla paura

Se preferisci usare il nome della persona, ad esempio “Possa Davide essere felice”, va bene. Anche qui durante le frasi potrebbero sorgere nella mente storie, immagini o monologhi interiori; va bene. Vai avanti con la pratica. Ripeti la sequenza di frasi per tre volte. Poi fai un bel respiro e lascia che l’immagine mentale si dissolva.

La fase successiva è quella più impegnativa. Visualizza nella mente l’immagine di qualcuno che non conosci bene ma che è stato colpito dal virus. Potrebbe essere una persona di cui hai letto sul giornale, oppure l’amico di un amico che sta soffrendo, o un medico o un infermiere che sta facendo del proprio meglio per aiutare i malati. Proprio come coloro che ci sono più cari, anche questa persona merita di poter godere nella propria vita di quelle qualità fondamentali che irraggiamo durante la pratica. Per un istante considera la sua umanità e rivolgile le stesse frasi dette in precedenza:

Possa tu essere felice

Possa tu essere in buona salute

Possa tu sentirti al sicuro

Possa tu essere libero dalla paura

Ripeti questa sequenza per tre volte. Poi fai un bel respiro e lascia che l’immagine mentale si dissolva.

Lascia che amore e benevolenza si irradino da tutti i pori. Considera le persone che vivono nel tuo quartiere, nel tuo paese o nella tua città. È molto probabile che anche loro condividano l’ansia e la paura che provi tu. Espandi la tua gentilezza anche alle persone che vivono nella tua regione o nella tua nazione. Dedica le frasi anche a loro. Continua ad espandere queste qualità umane fondamentali anche oltre la tua nazione, in particolare a tutte quelle zone che sono state duramente colpite da questa tragedia. Dedica loro queste frasi:

Possano tutti gli esseri viventi essere felici

Possano tutti gli esseri viventi essere in buona salute

Possano tutti gli esseri viventi sentirsi al sicuro

Possano tutti gli esseri viventi essere liberi dalla paura

Lascia che le parole e le immagini svaniscano. Nota cosa senti nel corpo, nota se ci sono sensazioni di apertura, gratitudine o amore. Qualsiasi cosa senti, va bene, semplicemente notala. Permettiti di rimanere in ascolto.

La pratica tradizionale dell’amorevole gentilezza prevede di includere nelle dediche anche una persona per noi difficile. Se vuoi aggiungere qualcuno con cui hai difficoltà a relazionarti, puoi farlo, magari dopo la parte dedicata alla persona sconosciuta, ma per esperienza personale sappi che così la pratica diventa molto più difficile. Quello a cui stiamo cercando di arrivare con la meditazione che ho descritto è una sensazione di amore e benevolenza che si irradia liberamente in tutte le direzioni. Al termine della meditazione può succedere che tutte le frasi e le immagini si dissolvano e noi ci sentiamo aperti, leggeri e amorevoli. Perfetto. Qual è il beneficio di questo momento di totale apertura? Non sei più perso nell’ansia o nella paura.

Più pratichiamo connettendoci al nostro corpo e al nostro respiro, più siamo presenti e meno presa l’ansia ha su di noi. Se però vogliamo portare la pratica ad un livello ancora superiore, possiamo aprire il nostro cuore agli altri, e renderci conto che in queste settimane tutti stiamo soffrendo e tutti abbiamo bisogno di essere gentili e amorevoli con noi stessi e con gli altri. Il sorgere della compassione può farci passare da una vita vissuta nella paura ad una vissuta nella cura e nella connessione.