[Testo] Episodio 113: Tre Consigli per Calmare una Mente Invadente

La prima volta che mediti, la sensazione è come quando trovi un’oasi dopo una lunga camminata nel deserto. Scopri quanto una mente iperattiva può condizionarti la vita e inizi a conoscere il tuo vero sé e il momento presente così com’è.

Purtroppo per molti meditatori quest’oasi a un certo punto diventa noiosa. La disciplina iniziale svanisce, e meditare diventa una lotta non solo per tenere a bada la mente ma addirittura per sedersi in meditazione. L’ego vuole proteggere te e sé stesso, e così ti intrappola in una ragnatela di pensieri. Molto carino da parte sua, ma per esperienza sappiamo che in questo esercizio l’ego non è particolarmente bravo perché vede minacce dove non ce ne sono e ci rende agitati senza un reale motivo.

Ti dò qualche dritta che può tornarti utile la prossima volta che mediti e la tua mente viene rapita dai pensieri.

1. PRESTA ATTENZIONE ALLA MENTE

Di primo acchito può sembrare anti-intuitivo, ma ascolta quello che ho da dirti. Di solito ci viene detto di portare l’attenzione al respiro. Funziona, ma dopo un po’ diventa un’abitudine ed è proprio allora che la mente inizia a divagare nel passato o nel futuro.

Un giorno ho deciso di prestare attenzione alla mente invece che al respiro ed è successa una cosa strana. Ho detto mente ma avrei potuto dire anche pensieri o cervello, è indifferente, morale quello che è successo è che la mente si è azzittita. Per usare una metafora teatrale, è stato come alzare il sipario su un chiacchiericcio di critiche senza tregua. Era come se la mia mente avesse paura di stare al centro dell’attenzione. Aveva tutta la platea a cui rivolgersi ma se ne stava in silenzio.

Questo mi ha fatto riflettere sulla natura della mente. L’ego non vuole stare al centro dell’attenzione. Vuole essere un critico, uno che distrugge, non uno che crea. Vuole giocare in sicurezza, senza esporsi direttamente perchè a quel punto verrebbe messo sotto la lente d’ingrandimento e analizzato. Vuole avere ragione ma non è abbastanza coraggioso da rischiare di avere torto.

O forse la mente reclama solo un po’ di attenzione e ti racconterà qualsiasi cosa pur di essere considerata. Sarebbe un errore odiarla o ignorarla, perché è comunque una parte di te e della tua esperienza. Inutile combatterla o snobbarla.

2. ASCOLTA

Un altro modo per disinnescare la proliferazione dei pensieri è semplicemente quello di ascoltare i suoni dell’ambiente circostante. Il ronzio del frigorifero, il cinguettio degli uccelli, perfino lo scricchiolio del pietrisco sotto i piedi durante la pratica camminata; prestare attenzione ai suoni attorno a noi rende la mente silenziosa. La ragione è che prestando attenzione a tutti i suoni, presterai attenzione anche al suono del tuo dialogo interiore. E come ho già detto, alla mente non piace stare al centro dell’attenzione; preferisce lavorare nell’ombra. Una volta che la si illumina, svanisce insieme ai suoi pensieri.

3. ACCETTA LA MENTE

Puoi decidere di meditare portando attenzione al respiro, al cuore, alla fiamma di una candela, all’ambiente circostante o mentre sbrighi le faccende di casa. Sono tutti ottimi metodi ma lasciano aperta la possibilità che la mente torni alla carica per raccontarti cose inutili o addirittura spiacevoli.

Ciò a cui resisti, persiste. Combattere la mente non porta alcun beneficio, perché è come combattere una parte di noi stessi. Immagina di farti tirare con forza un braccio mentre allo stesso tempo ti opponi a quel movimento. Probabilmente finiresti per lussarti una spalla. Quindi, se possiamo accettare la nostra mente e lasciare che sia chiacchierona senza stare a sindacare o rifiutare i motivi per cui lo è, ci faremo un enorme favore.

La mente è uno strumento, ma per molti di noi si comporta come una motosega impazzita. Non l’hai accesa tu, taglia tutto ciò che trova sul suo percorso e anche quando riesci a riprenderla e a spegnerla, si riaccende da sola e ricomincia.

Diciamo la verità, però. Abbiamo bisogno di quella motosega, perché quando siamo in grado di maneggiarla ci risolve i problemi, non tutti ma alcuni. Se invece è fuori controllo, è importante che ne prendiamo atto e lo accettiamo. Odiarla o combatterla le dà ancora più potere.

La meditazione ci riporta a noi stessi e blocca la nostra identificazione con i pensieri. Come ha scritto il regista americano David Lynch, “con la meditazione diventi sempre più te stesso”. Impari che non sei la tua mente, non sei lo strumento: sei colui che governa lo strumento.