[Testo] Episodio 131: Mindfulness e Pensieri Negativi

Molti meditatori si trovano a dover fare i conti con alcune difficoltà. Che sia la mancanza di tempo da dedicare alla pratica, l’irrequietezza dovuta allo stare fermi seduti a terra o il disagio fisico della postura, la lista degli ostacoli da affrontare è abbastanza lunga. Una delle domande più frequenti che mi viene fatta nei gruppi di Mindfulness che conduco è “Quando nella mente ci sono tanti pensieri negativi è difficile meditare. Come faccio in quel caso?”

Di solito rispondo con l’esempio della scheggia. Chiunque abbia vissuto l’esperienza di avere una scheggia di legno o di vetro conficcata sotto pelle conosce bene il tormento del provare un fastidio così intenso per qualcosa di così minuscolo.

Ogni persona che si ritrova con una scheggia infilzata sotto pelle reagisce sempre allo stesso modo, quasi si trattasse di un comportamento universale: prova inutilmente a sfilarla con le dita e poi passa al metodo del pizzicotto e dei denti. Quando alla fine, innervosita, si arrende e va in un ambulatorio, quello che si sente dire è la cosa più semplice del mondo: porta pazienza e aspetta che la scheggia fuoriesca da sé.

Ho fatto l’esempio della scheggia per sottolineare la sua analogia con i pensieri negativi che attraversano la mente durante la meditazione. Mentre pratichiamo è normale essere distratti da un flusso disordinato di pensieri – strano che John non abbia ancora risposto al mio messaggio! Forse è uscito a cena con Sally ieri sera. Però, mi è venuta fame! Chissà se c’è ancora quella pasta che ho lasciato in frigorifero. Mi sono lavato i denti? Forse non ho sentito la chiamata di John.

La nostra reazione tipica a un pensiero negativo è fatta di tre fasi: ci identifichiamo con il pensiero, proviamo un’emozione collegata a quel pensiero e cerchiamo di nascondere il tutto sotto il tappeto. Non va bene avere pensieri negativi che disturbano la nostra tranquillità, giusto? Ma come direbbe l’infermiera dell’ambulatorio, stuzzicare la scheggia non farà altro che aumentare il fastidio e allungare i tempi della sua espulsione. Certo puoi anche provare ad estrarla con ago e pinzette, ma il risultato sarebbe comunque un’infiammazione e un bel gonfiore.

Questa situazione è riassunta molto bene in una frase di Carl Jung che dice “ciò che resisti, persiste”.

La chiave quindi è: invece di giudicare, criticare o provare frustrazione per un pensiero negativo, fai un bel respiro e poi un passo indietro. Metti spazio tra te e il pensiero. Spesso il pensiero, come la scheggia, è una forma di sofferenza o di energia negativa che sta cercando di fuoriuscire dal corpo/mente.

E per quanto la nostra reazione naturale sia quella di rifiutare quell’energia, allo stesso modo in cui allontaniamo una persona che ci dà noia, così facendo otteniamo il solo risultato di spingere ulteriormente il pensiero nel nostro inconscio.

La Mindfulness ci dà modo di imparare a riconoscere i nostri schemi di pensiero, di fare un passo indietro e lasciarli andare. Ci permette anche di osservare che, se solo glielo permettiamo, il pensiero negativo si dissolve spontaneamente in breve tempo.

Non solo, possiamo anche scegliere di rimpiazzare il pensiero negativo con qualcosa di diverso, ad esempio un respiro lento e calmante. Allenando il cervello a sostituire stati mentali reattivi con respiri profondi e consapevoli ci abituiamo a trasformare la sofferenza in qualcosa di fluido, che sorge, rimane per un po’ e poi passa.

Si possono fare tanti esempi simili a quello della scheggia: grattarsi una puntura di zanzara ne allunga i tempi della guarigione, e agitare le mani per allontanare un’ape rende più probabile l’essere punti. Certo, non è facile lasciare che un’ape ci ronzi attorno senza reagire, tanto più se si appoggia sul nostro corpo. Ma quando l’ape si rende conto che non siamo un fiore, vola via e con ogni probabilità non torna più. Funziona allo stesso modo con i pensieri negativi.

Questa abilità si chiama non-attaccamento, ed è proprio l’atto del lasciare andare che rende la meditazione una pratica così potente e trasformativa. Di fatto ogni essere umano ha pensieri negativi, e i pensieri negativi hanno la tendenza a manifestarsi in modo più eclatante durante la meditazione. Ma quando finalmente la scheggia se ne viene via da sola, quella è una delle sensazioni più piacevoli che esistono.