[Testo] Episodio 114: Meditare è Difficile? I Due Ostacoli Più Comuni e Come Superarli

Due ostacoli piuttosto comuni che impediscono di meditare sono la difficoltà a stare seduti immobili e la rigidità del corpo. Si tratta certo di seccature, ma non per questo devono affossare la tua pratica. Ci sono diverse cose che puoi fare per rendere più agevole la tua meditazione, anche quando sei irrequieto o teso.

Partiamo dall’irrequietezza.

L’irrequietezza di solito non è una novità. Sai già di essere una persona irrequieta o magari senti di esserlo proprio oggi. Per cercare di sbarazzartene picchietti le dita sul tavolo, muovi nervosamente le gambe o fai altri gesti. Esserne consapevole ti dà modo di prepararti.

Spesso l’irrequietezza è il risultato di un eccesso di energia. Il rimedio allora è bruciare quell’eccesso di energia. Corri, fai yoga o fai una bella camminata prima di sederti a meditare. Puoi anche nuotare o andare in bicicletta. Non è tanto importante cosa fai. Di fatto va bene qualsiasi attività fisica che consumi l’energia in eccesso.

Quando senti di non poter stare seduto immobile, è molto più facile fare spallucce, decidere di saltare la meditazione e proseguire con gli altri impegni della giornata. E per quanto ci siano situazioni in cui questa è certamente la cosa migliore da fare, la scelta più saggia è sempre quella di rispettare il tuo programma di pratica.

In questi momenti può esserti utile ricordare i progressi che hai fatto. Ripensa alla prima volta che hai meditato e confrontala con l’ultima. Nota com’è cambiata la pratica e come ti sei sentito dopo. Se tieni traccia delle tue meditazioni con un’app sul telefonino o con un calendario, riguarda tutte le volte che hai meditato.

Anche se saltare una seduta di meditazione non cancella di certo i tuoi progressi, prendere atto di dove sei arrivato ti spronerà a meditare comunque, così che tu possa continuare a vedere gli stessi progressi.

A prescindere dal fatto che a renderti irrequieto sia un eccesso di energia, lo stress o qualsiasi altra cosa, una respirazione lenta e profonda può aiutarti. Ti dà modo di focalizzare l’attenzione e ti distoglie dalle sensazioni di irrequietezza. Può anche attenuare la sensazione che è all’origine dell’impulso a muoverti, riducendo così l’intensità dell’impulso.

Il respiro profondo attiva il nervo vago, che a sua volta attiva il sistema nervoso parasimpatico e innesca il rilassamento, il che può ridurre l’irrequietezza.

Anche se sei abituato a fare meditazioni guidate con visualizzazioni, questo è il momento buono per praticare sul respiro. Ogni volta che ti distrai, riporta la tua attenzione all’addome che si alza e si abbassa.

A volte il modo migliore per combattere l’irrequietezza è abbracciarla. Durante la meditazione, tieni in mano qualcosa che ti permetta di scaricare l’ansia senza interferire con la pratica. I grani di un mala vanno benissimo, perché mentre mediti puoi passarli tra le dita uno dopo l’altro. Va bene anche una pallina antistress, una moneta, una biglia di vetro, o una penna da far ruotare tra le dita. Usa qualcosa che puoi muovere delicatamente senza distrarti. Qualcosa di piccolo e maneggevole con cui giochicchiare.

L’impulso a muoverti può essere attenuato anche ancorandoti a un punto di contatto, qualcosa che puoi toccare con il corpo. Prova a sederti con la schiena appoggiata al muro oppure su una sedia invece che sul cuscino. Se mediti in ufficio, appoggia le mani sulla scrivania.

Usa questo ancoraggio per evitare di muoverti e mantienilo per tutta la durata della meditazione. Puoi anche farlo diventare il tuo oggetto d’attenzione: concentrati sulle sensazioni di contatto con la superficie, nota com’è questo modo nuovo di meditare e l’effetto che produce sulla tua irrequietezza.

La pratica non rende perfetti ma migliori. L’importante è stare sul pezzo. Un beneficio della meditazione è che ti abitua a stare immobile, a rilassarti e quindi ad attenuare l’irrequietezza.

Se per qualsiasi motivo devi fare meditazioni più brevi, cambiare luogo o orario della meditazione, o fare altri cambiamenti, falli. Ma cerca di praticare ogni giorno per mantenere l’abitudine e godere dei benefici che ne conseguono.

Passiamo ora alla rigidità del corpo.

Sia che dipenda da una particolare condizione di salute o da una postura scorretta mantenuta troppo a lungo, un po’ di allungamento muscolare fatto regolarmente può aiutare a ridurla. Senza esagerare però. Bastano pochi allungamenti semplici e fatti con delicatezza.

Per la massima efficacia cerca di ripeterli più volte al giorno. In mancanza di meglio fai qualche allungamento subito prima di sederti sul cuscino in modo da essere un po’ più sciolto durante la meditazione.

Lo yoga è una forma di meditazione e anche le sue posture possono aiutarti ad alleviare la rigidità del corpo. Volendo puoi seguire un corso o leggere un buon libro sullo yoga. Esistono ottime risorse che spiegano come adattare le posture classiche per rendere più flessibile il tuo corpo senza danneggiarlo.

Meditazione e yoga si sposano bene, e non solo per sciogliere la tensione del corpo.

Se tendi a chiudere le spalle o a piegarti in avanti, prima o poi i muscoli cominceranno a irrigidirsi dandoti una sensazione di tensione. Tenere la schiena dritta può aiutare i muscoli ad allungarsi e ad ammorbidirsi. Se però lo fai solo durante la meditazione, il risultato può essere quello opposto.

Stai seduto – e in piedi – con la schiena dritta. Se ti accorgi di incurvarla, fai uno sforzo consapevole per raddrizzarla. Puoi anche procurarti un correttore di postura, se pensi possa aiutarti.

A volte comunque si può fare davvero poco per ridurre o eliminare la rigidità del corpo. Alcune patologie la rendono una condizione cronica. Nel caso, utilizza dei supporti. Puoi mettere dei blocchi yoga sotto le ginocchia, appoggiarti a un muro con un cuscino dietro la schiena oppure sederti su un cuscino da meditazione più alto. Puoi anche abbandonare l’idea di sederti a terra e sederti invece su una sedia.

Un altro fattore che influisce sulla rigidità del corpo è la temperatura, e il freddo non aiuta. Anche se non ti sembra di avere freddo, prova a scaldarti un po’ mettendo una coperta leggera sulle ginocchia o sulle spalle o, se possibile, alzando il termostato di un paio di gradi.

Se hai freddo solo alle mani o ai piedi, metti dei guanti o dei calzettoni di lana. Anche una doccia o un bagno caldo aiutano a rilassare la muscolatura.

Come vedi ci sono molte cose che puoi fare, ma alla fine è il tuo corpo che sa cosa è meglio per lui. Se durante la meditazione ti senti più a tuo agio stando seduto su una sedia o su una poltrona reclinabile, fallo. Se preferisci una pratica camminata, cammina. Ogni suggerimento è solo un suggerimento: se il corpo ti dice che non funziona, ascolta il corpo.

In generale la meditazione non ha effetti collaterali negativi, se però la rigidità muscolare è conseguenza di una patologia, può essere una buona idea farsi visitare da un medico prima di iniziare un percorso di pratica.