[Testo] Episodio 163: Mangiare Consapevole e Pace Interiore

A volte ci facciamo prendere dall’idea di mangiare qualcosa di buono: un croissant ancora caldo, un frullato multicolore. Nonostante questa eccitazione, però, mentre mangiamo facciamo tutt’altro e ci perdiamo il piacere che avevamo pregustato. Essere consapevoli mentre mangiamo è un esercizio di presenza mentale che aumenta la nostra capacità di provare piacere attraverso i nostri sensi.

Questi incontri quotidiani con il cibo non solo nutrono il nostro organismo ma ci danno anche l’opportunità di entrare in contatto con il nostro corpo e di risvegliare la nostra sensorialità. Restare consapevoli mentre mangiamo ci aiuta ad ascoltare meglio i bisogni di questo nostro corpo meraviglioso che ci permette di essere vivi e in salute.

Mangiare consapevolmente nutre il corpo e l’anima.

A questo proposito ho tre suggerimenti da darti.

Il primo è di mangiare con tutto il corpo e non solo con gli occhi.

È da stamattina che pensi a quel piatto di riso thailandese con pesce e verdura, e quando te lo portano però stai tutto il tempo al telefono o a parlare con qualcuno. Senti a malapena il sapore di quella pietanza e neanche te ne rendi conto. Chi è che sta mangiando? I tuoi occhi o la tua bocca e il tuo stomaco? Di fronte a un piatto allettante ci viene l’acquolina in bocca, ma poi spesso mentre lo mangiamo facciamo altro.

Metti da parte il telefono. Non pensare ad altre cose che non siano quelle in tavola. Ogni pasto è come un incontro d’amore con il cibo che mangi.

È raro che ci metti più di qualche minuto per finire la tua pietanza. Prova ad essere più gentile con te stesso e a frenare per un attimo la tua impazienza. Se puoi evita anche di chiacchierare, o almeno cerca di farlo il meno possibile. Mentre metti il cibo in bocca, concentra lì tutta la tua attenzione. Puoi anche chiudere gli occhi. Riesci a distinguere i diversi sapori e la presenza di certi ingredienti?

Tich Nath Hanh dice: mangiare in consapevolezza è una pratica meditativa molto importante. Possiamo farlo come quando mangiavamo un dolcetto da bambini. Il momento presente è pieno di gioia e felicità. Se presti attenzione, lo vedrai.

Il secondo suggerimento è di appoggiare le posate tra un boccone e l’altro.

Davanti a te hai un piatto super invitante. Che ne dici di assaggiarne un boccone e appoggiare le posate mentre lo gusti? Una volta che l’hai masticato e ingoiato, puoi riprendere le posate e passare al boccone successivo.

Capita invece che mentre mastichiamo siamo già proiettati al boccone dopo. La nostra attenzione non è su quello che succede nella nostra bocca, ma su quello che fanno le nostre mani. Siamo sempre impegnati. Di nuovo, invece di assaporare e goderci il momento presente, scegliamo di prepararci a ciò che verrà dopo.

C’è un’altra frase di Tich Nath Hanh che mi piace molto. Dice: siamo bravissimi a prepararci a vivere, meno bravi a vivere. Possiamo fare sacrifici per anni con l’obiettivo di avere una laurea, e siamo disposti a lavorare duramente per comprare una macchina, una casa o quant’altro. Ma facciamo fatica a ricordarci che viviamo nel momento presente, l’unico momento di cui disponiamo per vivere.

Il terzo suggerimento è di rallentare.

Il burrito gigante che hai nel piatto ha un aspetto invitante, bastano due minuti per finirlo. Hai davvero bisogno di mangiarlo tutto? Mangiare velocemente non dà tempo al tuo cervello di sapere cosa sta accadendo nel tuo stomaco. Ancora una volta mangiamo mossi dalla brama, non da un reale bisogno del nostro corpo.

Purtroppo, come accade in molte altre situazioni della nostra vita, tendiamo a stare molto nella testa e poco nel corpo. In tempi di obesità, bulimia e disordini alimentari, la domanda da farci è: chi sta mangiando? La nostra mente, i nostri occhi o la nostra bocca? Quando decidiamo cosa mangiare, quale parte di noi sta facendo la scelta? Chiediamo mai al nostro stomaco, ai nostri reni e al nostro intestino, di cosa hanno bisogno? O lasciamo che occhi e bocca facciano tutto? Scegliere cosa mangiare è un’opportunità per connetterci ai diversi bisogni del nostro corpo.

Aggiungo anche un quarto suggerimento, la gratitudine.

Siamo miliardi di esseri umani che ogni giorno vengono nutriti gratuitamente dalla Madre Terra. Certo, se andiamo al ristorante o al supermercato paghiamo, ma all’inizio della catena alimentare qualcuno ha raccolto qualcosa dalla terra o dal mare, senza dare nulla in cambio. Da quando siamo nati il nostro pianeta ci nutre, senza chiedere niente. Se non è amore incondizionato questo, non so cos’è.

Ogni pasto è un’opportunità per ringraziare la Natura che ci permette di vivere. È un’occasione per prendere consapevolezza che siamo tutti connessi con tutto, che sarebbe impossibile vivere separati dal resto del mondo. In un’epoca di disastri ambientali come la nostra, comprendere questo è di fondamentale importanza. Allora prenditi qualche istante prima di iniziare a mangiare, respira e sii grato alla vita.