[Testo] Episodio 116: E' Davvero Così Importante Vivere nel Qui e Ora?

Le persone che sanno che pratico Mindfulness mi fanno spesso queste domande:

  1. perché dovrei vivere nel momento presente?
  2. cosa c’è di male se la mente divaga e pensa al futuro oppure al passato?
  3. in che modo essere presente nel qui e ora può aiutarmi, specie se quello che sta accadendo è noioso, doloroso o poco importante?

È proprio quest’ultima domanda che mi suggerisce la risposta. Se consideri poco importanti alcune parti della tua vita, forse è proprio da lì che bisogna partire.

È molto sottile la linea che separa il considerare certi momenti della vita importanti e altri no, dal trattare la vita come un mezzo per arrivare a un fine, che è la morte. Vuoi passare la tua vita nell’inconsapevolezza mentre aspetti di morire, o vuoi ottenere il massimo da ogni momento che ti è dato di vivere?

Se scegli la seconda possibilità – cosa che mi auguro sinceramente – non esiste altro modo che fare del tuo meglio per essere più presente a ciò che sta accadendo ora. Il passato e il futuro sono solo luoghi immaginari della nostra mente, che hanno molto meno a che fare con il presente di quanto crediamo.

La mente umana è una manifestazione straordinaria della Natura – e abbiamo tutte le ragioni per apprezzarne la grandiosità. Va riconosciuto che l’abilità umana di immaginare il futuro e di imparare dal passato ci ha permesso di evolvere fino allo stato attuale. Questa capacità di “viaggiare nel tempo” ha reso possibile la nascita della civiltà, della scienza e dei diritti umani.

Tutti progressi straordinari. Ma più gli esseri umani si affidano al proprio pensiero, più perdono di vista ciò che accade di fronte ai loro occhi. Il risultato è che oggi molti di noi vivono per la maggior parte del tempo nella testa invece che nel mondo fisico.

Lo puoi notare facilmente se ti fermi un istante a osservare le persone su un mezzo pubblico. Guardandoti intorno noterai persone che leggono o che fissano lo schermo del telefonino mentre guardano video o scrivono messaggi. Se osservi con attenzione i loro volti, vedrai che sono solo minimamente consapevoli di ciò che gli succede intorno, ad esempio della persona che gli siede a fianco. Probabilmente la realtà che sta oltre il finestrino non viene nemmeno registrata.

Il motivo è che la loro mente è altrove, nel regno dei pensieri. Sono presi da una conversazione su whatsapp o da un video. È probabile che stiano pensando a qualcosa, ed è probabile che i loro pensieri non abbiano nulla a che fare con quello che sta accadendo nel mondo fisico intorno a loro.

Ok, ma perché questa sarebbe una cosa negativa? Cosa c’è di sbagliato nel passare un po’ di tempo a divertirsi, mentre tutt’attorno, nella realtà fisica, accade poco o niente? Non c’è assolutamente nulla di sbagliato. Sei libero di vivere la tua vita come ti pare. Ma forse vale la pena chiedersi:

PERDERSI NEI PENSIERI SUL PASSATO O SUL FUTURO È DAVVERO LA COSA CHE CI FA SENTIRE PIÙ FELICI E SODDISFATTI?

Spesso è una questione di quantità. Se passi solo una piccola parte del tuo tempo a guardare video su Youtube e ti diverti, fallo. Ormai è ampiamente accettato dalla comunità scientifica che un po’ di inattività mentale è del tutto benefica per il cervello. Anche pianificare e ricordare hanno valore, in quanto ci permettono di imparare dagli errori commessi e di guardare al nostro futuro da una prospettiva più chiara.

Tutte queste facoltà della mente si sono sviluppate per ottime ragioni e non c’è motivo di sminuirne l’importanza. Come ho già detto però è una questione di quantità e di come vogliamo usare la nostra mente.

Molti di noi fuggono dal momento presente non perché hanno scelto di farlo, ma perché ne sono inconsciamente costretti. Il semplice stare con noi stessi, senza occupare la mente con qualche distrazione, ci risulta difficile. Come dice Michael Brown, “per noi umani dotati di una coscienza che può viaggiare nel tempo, la cosa più difficile è non fare niente quando non c’è da fare niente”.

Raramente ci troviamo a non fare nient’altro che prestare attenzione al momento presente. E questo ci fa perdere un sacco di opportunità. Opportunità di imparare. Di sperimentare l’abbondanza. Di connetterci con altri esseri viventi.

L’ironia sta nel fatto che finché con la mente viaggiamo nel tempo, non ci rendiamo nemmeno conto di cosa ci stiamo perdendo. Di solito è solo dopo aver sperimentato cosa vuol dire essere pienamente presenti nel qui e ora, che ne apprezziamo il valore.

Ad esempio, quando siamo presenti nella relazione con qualcuno, di colpo, invece di proiettargli addosso la sua immagine che abbiamo in mente, lo vediamo per quello che è. Diventiamo capaci di ascoltare quello che davvero ha da dirci, invece di interpretare le sue parole attraverso i filtri dei nostri condizionamenti.

Questo rende possibile connetterci a quella persona con una qualità che forse non abbiamo mai sperimentato prima.

Quando siamo presenti, ci rendiamo conto immediatamente di quali parti della nostra esperienza non sono riuscite a “bucare” il muro di pensieri creato dalla nostra mente. Ad esempio potremmo renderci conto di essere più stanchi di quello che pensavamo, o che magari c’è un altro bisogno che reclama la nostra attenzione.

Potremmo anche sperimentare un profondo senso di abbondanza nel momento in cui ci rendiamo conto che proprio qui, proprio adesso, abbiamo tutto ciò che ci serve per vivere bene. Questa scoperta può essere sorprendente per quella parte di noi che è abituata a ottenere sempre di più, sempre di meglio e sempre più velocemente.

Alla fine, abitare il momento presente ci aiuta ad agire in modo responsabile in ogni situazione. Agire in modo responsabile, al contrario di reagire, vuol dire prendere decisioni basate su ciò che sta accadendo qui e ora.

Agiamo così spesso comportamenti basati su dei nostri condizionamenti passati. Ad esempio, può succedere che quando ci sentiamo minacciati mettiamo in atto inconsapevolmente strategie di adattamento che abbiamo sviluppato da bambini. Se non siamo abbastanza presenti, possiamo non renderci conto che quei comportamenti non ci sono più utili.

Solo attraverso la presenza consapevole possiamo trovare la forza di cambiare i nostri comportamenti. Spesso non abbiamo nemmeno una percezione accurata di cosa sta realmente accadendo. Continuiamo a girare in tondo osservando la realtà attraverso la lente della paura, della rabbia e del dolore.

La consapevolezza del momento presente ci permette di basare i nostri comportamenti su fatti reali, sulle nostre vere intenzioni e sulle vere intenzioni degli altri. È così che diventiamo adulti. È così che diventiamo cittadini responsabili del mondo.

E, forse ancora più importante, è così che tiriamo fuori il massimo da ogni istante di vita che ci viene concesso.