[Testo] Episodio 094: Dire Si alla Vita - L'Arte dell'Accettazione Radicale

Tutti a volte facciamo fatica a gestire situazioni che non vogliamo vivere, ed è proprio in quei frangenti che l’accettazione radicale può essere una risorsa fondamentale.

Le esperienze indesiderate possono essere le più diverse: perdere il lavoro, perdere una persona cara, divorziare, lavorare con colleghi che non ci piacciono, o rimanere bloccati in mezzo al traffico. Ciascuna porta con sé un carico di sofferenza emotiva.

In queste situazioni di solito reagiamo rifiutando la realtà così com’è. Non vogliamo soffrire e quindi la nostra prima reazione, spesso, è quella di negare la sofferenza e rimanere intrappolati in uno stato di non accettazione.

Accettare è incredibilmente difficile. È difficile perché ci richiede di sentire il dolore, la delusione, la tristezza, il senso di vuoto, la rabbia, e tutte quelle emozioni cosiddette difficili. Rifiutiamo di accettare le cose così come sono anche ripetendoci frasi in cui crediamo fermamente, tipo “Non può essere vero”, “Non è giusto” o “Non è possibile”. Provo a spiegarmi meglio: un amico di recente è stato licenziato dopo aver lavorato per molti anni nella stessa azienda. Dal momento che è sempre stato un gran lavoratore con ottime valutazioni da parte di colleghi e superiori, la sua reazione iniziale è stata “non è giusto, non è possibile”.

Naturalmente non voleva rimanere disoccupato, era arrabbiato e preoccupato per il suo futuro professionale. Nel profondo siamo tutti convinti che a certe premesse devono corrispondere certi risultati. Ad esempio, se lavoriamo sodo, non possiamo essere licenziati. Se preghiamo abbastanza, non possono succederci cose spiacevoli. Nonostante questo, le situazioni difficili fanno parte della vita di ogni essere umano.

Quando cerchiamo di controllare quelle situazioni in cui non riusciamo a fluire con il cambiamento, soffriamo. Per chiarire questo concetto, esiste una semplice formula:

DOLORE + NON ACCETTAZIONE = SOFFERENZA

L’accettazione radicale è un’abilità chiave nella Terapia Dialettico Comportamentale sviluppata dalla Dott.ssa Marsha Linehan. Ha radici nella psicologia buddista ed è un passaggio importante nel processo di cambiamento e guarigione.

L’accettazione radicale viene definita come “accettare la vita così com’è”. Vuol dire resistere all’impulso di cambiare o controllare ciò che accade nel momento presente. Accettazione radicale significa dire SI alla vita così come si presenta, con tutto il suo carico di dolore, la sua bellezza e la sua realtà. Ciò che sta accadendo non deve necessariamente piacerti. In realtà, mentre rispondi con gentilezza e consapevolezza alle emozioni difficili, ciò che sta accadendo può anche non piacerti affatto.

L’accettazione radicale non è rassegnazione. L’idea che accettare noi stessi così come siamo indebolisce la motivazione a cambiare, è un equivoco. In questo senso l’accettazione radicale è un paradosso, in quanto è proprio quando accettiamo noi stessi che possiamo innescare il cambiamento.

L’accettazione radicale non è neanche una scusa per evitare la vita, né un modo per definire noi stessi attraverso i nostri limiti. A causa di esperienze passate o di mancanze che pensiamo di avere, non ci impegniamo a ottenere ciò che vogliamo, ad esempio un lavoro che ci appassiona o una relazione intima coinvolgente.

Rispondere a ciò che accade con gentilezza e senza cedere alle nostre paure può aiutarci a vivere la nostra vita in modo più libero e coraggioso.

Autoindulgenza e accettazione radicale non hanno nulla in comune. Se sentiamo il bisogno di comportarci in modo dannoso o di cedere a un desiderio incontrollabile, accettazione radicale non vuol dire assecondare quel bisogno o quel desiderio.

Se una persona che ha smesso di fumare sente l’urgenza di farsi una sigaretta, accettazione radicale non vuol dire cedere a quell’urgenza. Vuol dire invece notare che c’è l’impulso a soddisfare un bisogno, e accettarlo senza giudicare.

Puoi praticare l’accettazione radicale in diversi modi:

1. Accetta le cose così come sono. Non combattere la realtà che sta accadendo. Questo richiede che ci sia consapevolezza non giudicante di emozioni, pensieri e comportamenti. Riconosci il momento presente senza infarcirlo di aspettative.

2. Identifica ciò che puoi o non puoi controllare nella tua vita. Guarda ciò che c’è nel momento presente. Dai la tua energia alle cose sulle quali puoi avere un impatto, ad esempio al favorire il cambiamento o al prenderti cura di te. Non sforzarti di controllare cose che non puoi controllare.

3. Guarda in faccia le tue paure. Questo non vuol dire permettere loro di logorarti, ma piuttosto notare le sensazioni collegate alla paura. Vuol dire farti domande con sincera curiosità, tipo “cosa sta succedendo ora?”, “cosa in questo momento richiede la mia attenzione?” oppure “cosa in questo momento richiede la mia accettazione?” Con curiosità e apertura, osserva le sensazioni fisiche della paura: tremore, pressione, tensione, agitazione.

4. Abbracciati con compassione. Hai notato che quando qualcuno vede davvero il nostro dolore e si ferma con interesse genuino ad abbracciarci o a chiederci come stiamo, quello è il momento in cui le emozioni fluiscono? Ciò nonostante, raramente ci trattiamo in questo modo. Il monaco buddista Thich Nhat Hanh ci invita a rivolgere con benevolenza a noi stessi queste parole: “Ho a cuore la tua sofferenza”.

Se hai un problema che puoi risolvere, affrontalo! Se invece non puoi risolverlo, l’accettazione radicale è un’abilità importante che puoi utilizzare. La Terapia Dialettico Comportamentale considera questa abilità un aiuto importante per trasformare la propria mente. Puoi iniziare prestando attenzione al tuo respiro, senza alterarlo; semplicemente respira in piena consapevolezza.

Osserva i tuoi pensieri e lasciali andare senza afferrarli. Concediti la possibilità di dire SI ad ogni tua esperienza, in particolare quando è spiacevole.

Rivolgi a te stesso le parole “Sono qui per me” o “Possa io amarmi ed accettarmi così come sono”. La vita ci offre diverse opportunità per coltivare l’accettazione radicale, quindi fai del tuo meglio per praticarla spesso e con amorevole gentilezza.