[Testo] Episodio 058: Tre Cose Che Possiamo Imparare Dallo Stare Seduti in Silenzio

Ultimamente la Mindfulness va molto di moda. Le hanno dedicato una copertina di Time. Personaggi famosi si danno alla meditazione. Ogni mese escono svariati libri sulla Mindfulness. Si fa un gran parlare dei suoi benefici validati scientificamente – meno stress, meno ansia, più felicità. La Mindfulness può essere utile per trattare depressione e attacchi di panico, migliora il livello dell’attenzione e stabilizza l’umore. Gli studi scientifici si moltiplicano. Mentre ascolti queste parole è sicuramente in via di pubblicazione un nuovo studio che documenta l’utilità di un certo tipo di meditazione per qualche problema specifico.

Ti dirò un segreto: ci sono molte più persone che dicono di meditare di quante lo fanno realmente. Spesso si limitano a leggere di Mindfulness ma non arrivano mai a praticarla. Oppure dicono cose del tipo “fare jogging è il mio modo di praticare” o “cucinare è la mia meditazione”. Di solito quello che vogliono dire è che per loro alcune attività sono particolarmente rilassanti o catturano più facilmente di altre la loro attenzione. Questa però non è Mindfulness. Mindfulness vuol dire essere presenti alla propria esperienza mentre accade, momento dopo momento. Adesso. E adesso. E ancora adesso. Non si tratta necessariamente di sentirsi rilassati. Come qualsiasi praticante esperto può testimoniare, spesso è proprio l’opposto. La nostra esperienza del momento presente può essere alquanto sgradevole. Mindfulness è stare con quell’esperienza e osservarla, anche (o soprattutto) quando non è piacevole.

Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri della Mindfulness in Occidente, ha scritto che la Mindfulness è semplice ma non è facile. L’idea è davvero piuttosto semplice – siediti, chiudi gli occhi, presta attenzione al tuo respiro, e quando la mente si distrae, riportala gentilmente al respiro. Prenditi cinque minuti per provare, e presto ti renderai conto che il fatto che l’idea sia semplice non significa che sia facile da realizzare. Perseverare e avere pazienza paga – la Mindfulness è un dono che cambia la vita, e non certo per i suoi benefici validati scientificamente. Voglio condividere tre insegnamenti importanti che ho ricevuto dalla mia pratica quasi decennale.

INSEGNAMENTO #1: tutto cambia, nulla è permanente

Sono seduto sul mio cuscino da meditazione e osservo il mio respiro. Il primo è profondo, il secondo anche, il terzo è più superficiale; poi di nuovo ritorna profondo. Pian piano inizio a notare che le espirazioni si fanno più lunghe e divento consapevole delle pause tra i respiri. La durata delle pause cambia senza motivo apparente. Noto dei suoni intorno a me. Una macchina si avvicina, il rumore dapprima aumenta poi poco a poco diminuisce; di nuovo silenzio. Il mio corpo produce un’infinità di sensazioni sottili, tutte in continuo cambiamento. Niente, dentro o fuori di me, rimane uguale. Tutto cambia. Anch’io sono una forma di movimento.

Potresti chiederti: perché questo è importante?

Se vedi il mondo come qualcosa in continuo cambiamento, qualsiasi cosa ne pensi è destinata a diventare obsoleta. Ciò che consideri vero oggi, domani potrebbe non esserlo più. Allora ti arrendi a questo flusso e inizi a vedere le tue opinioni come delle semplici teorie personali sul mondo. Se non funzionano, puoi metterle da parte e crearne di migliori.

Senza questa comprensione tendiamo a fissarci sulle nostre idee, e ci rifiutiamo di cambiarle. Quando il mondo non si conforma al nostro modo di pensare, proviamo frustrazione e rabbia. Comprendere come ogni cosa è fondamentalmente impermanente porta con sé una certa dose di calma – le cose non devono giocoforza essere come vogliamo che siano.

INSEGNAMENTO #2: perché prendersi così sul serio?

Proviamo a sviluppare il primo insegnamento e vediamo come ci porta al secondo.

Il mondo è in continuo cambiamento. Io sono parte del mondo. Quindi anche io sono in continuo cambiamento. Sempre, anche adesso. Se anch’io cambio continuamente, allora anche le mie idee su di me devono essere in costante cambiamento. Di fatto potrei non essere più chi penso di essere o chi ero cinque minuti fa.

Quando porti questa comprensione nella vita di tutti i giorni, tendi ad essere meno certo di chi sei veramente. Non ti prendi più troppo sul serio. Se smetti di prendere tutto troppo seriamente, puoi sorridere anche dei tuoi fallimenti e gioire nei momenti più inaspettati della tua esperienza quotidiana.

Non sei più prigioniero della tua identità; invece, la tua identità è al servizio del tuo benessere. Questo è un punto particolarmente importante al giorno d’oggi, dove consideriamo l’identità personale come qualcosa di essenziale. Con una regolare pratica di Mindfulness inizi a vedere la tua identità come un insieme di scelte e di situazioni sociali, invece che come la tua essenza. È qualcosa che dovrebbe essere al tuo servizio; spesso invece avviene il contrario.

INSEGNAMENTO #3: resistere al cambiamento provoca sofferenza

Se nella vita il dolore è inevitabile, la sofferenza invece è un optional. Cosa voglio dire? Di base, Mindfulness significa accettare la nostra esperienza, qualunque essa sia. Se pratichi seduto in una posizione scomoda, la tua esperienza probabilmente includerà una certa dose di dolore, o quantomeno di disagio. Una volta che diventi consapevole del dolore, puoi provare ad allontanarlo; non ci riuscirai, perché l’esperienza non può essere negata, e il non riuscirci ti farà soffrire. In alternativa puoi provare ad abbracciare il dolore. Abbracciare non significa rallegrarsene, così come accettare non significa approvare. Abbracciare il dolore significa poter stare seduto con lui, accettarlo come parte della tua esperienza presente, significa poterlo osservare da vicino. Proprio come qualsiasi altra cosa, anche il dolore evolverà e cambierà.

Il primo insegnamento riguarda l’impermanenza del mondo. Il secondo riguarda noi esseri umani in continuo cambiamento. Il terzo riguarda invece l’inevitabilità di accettare una conseguenza dei primi due, ovvero il fatto che siamo destinati a cambiare, e il cambiamento non può essere fermato, perché il mondo non può essere fermato. Ogni volta che proviamo a resistere al cambiamento, soffriamo.

I tre insegnamenti possono essere compresi razionalmente, e forse è ciò che avviene ascoltando queste parole. La comprensione razionale è un buon punto di partenza, ma difficilmente produrrà un cambiamento duraturo; molte persone sanno quali loro aspetti sono da migliorare e come potrebbero farlo, ma di rado questo basta a farle cambiare. Comprendere attraverso una costante pratica di Mindfulness, invece, è un modo per iniziare a vivere quei cambiamenti, in quanto essere presenti e consapevoli ci permette di osservare con cura anche gli aspetti più sottili della nostra esperienza. C’è un sacco di vita da osservare. Inizia ora. Tutto ciò che ti serve è chiudere gli occhi e concentrarti sul respiro; è davvero così semplice, ma non è così facile.