[Testo] Episodio 049: Siediti e Basta

Spesso, quando ci avviciniamo alla meditazione per la prima volta, pensiamo che sia qualcosa da fare. La consideriamo come qualcosa finalizzata a ottenere risultati, alla stregua di una prescrizione medica. Questo succede perché al giorno d’oggi raramente facciamo qualcosa che è fine a sé stessa. Immersi in una cultura ossessionata dalla produttività e dal progresso, ci diciamo “se non ne ottengo nulla, a cosa mi serve?”

Per questo motivo molte persone non colgono il vero significato della meditazione. Pensano di poter meditare con la musica in sottofondo, dopo aver assunto droghe, o ascoltando un’app sul telefonino che le guida con voce suadente. Dogen o Bodhidharma avevano forse un telefonino?

La verità, purtroppo, è che queste distrazioni non hanno nulla a che fare con la meditazione. O stai seduto in silenzio in uno stato di non-mente oppure stai facendo altro. Alcune volte possiamo addirittura meditare senza di fatto meditare, perché ci perdiamo nei pensieri e facciamo in modo che la pratica si trasformi in un’esperienza di un certo tipo. Questi attaccamenti ci allontanano dalla consapevolezza. Non ci avvicinano. Ci avviciniamo alla consapevolezza soltanto se calmiamo il corpo e la mente.

Il segreto della meditazione è che è un processo non del fare, ma del disfare. Smantelliamo anni e anni di schemi di pensiero illusori, di opinioni su di noi e sugli altri, e di attaccamento a ogni cosa. Quando siamo seduti a praticare, lasciamo andare tutto. Le intuizioni rivelatrici arrivano quando non c’è più nulla a distrarci, nulla a cui aggrapparci. Se inseguiamo il nostro gatto per tutta la casa con fare aggressivo, non starà mai sulle nostre gambe. Ma se ci sediamo e aspettiamo, alla fine si rannicchierà vicino a noi. Nella vita tutto funziona così, ma tendiamo a preferire la sicurezza dell’illusione finché non comprendiamo la verità delle cose, spesso quando è ormai troppo tardi.

Ecco perché è così importante sedersi e basta. Facciamolo. Prendiamo un orologio, sediamoci su un cuscino, e iniziamo. È così contrario alle nostre abitudini, nessuna aspettativa da deludere. Delusione che peraltro proviamo ogni giorno. Facciamo cose spinti da ricompense future di cui non abbiamo certezza. Creiamo rapporti non autentici mossi da promesse di gratificazione futura. Ci raccontiamo bugie su ogni cosa nella speranza che un giorno, come per magia, avremo ragione. Purtroppo questo giorno non arriva mai. Non possiamo mai essere certi di nulla, ed è meglio non affezionarsi troppo ai propri pensieri. Ecco perché è importante sedersi.

Paradossalmente, siamo fautori della visione distopica del mondo di Lao Tzu, ovvero:

  • rispettiamo l’uomo colto e intelligente più dell’uomo virtuoso
  • promuoviamo una cultura orientata all’inutile acquisizione di qualsiasi cosa, dal sesso alla fama ai beni di lusso. Tale cultura non rende più felici.
  • viviamo costantemente intrappolati in questo desiderio, e lasciamo che dia forma a tutto ciò che facciamo, da come costruiamo la nostra carriera a come alleviamo i nostri figli

Seneca, filosofo stoico e lui stesso uomo facoltoso, ha detto “la vera felicità è godersi il presente, senza dipendere dal futuro, senza indulgere in speranze o preoccupazioni, essendo contenti di ciò che abbiamo, che è sufficiente, perché colui che vive così non desidera nulla. Le più grandi ricchezze di noi umani sono dentro di noi e alla nostra portata. L’uomo saggio è felice di ciò che ha, qualsiasi cosa sia, e non desidera ciò che non ha”.

Ottenere ciò che desideriamo ardentemente spesso non riempie il vuoto che sentiamo nel cuore. Quel vuoto si riempie quando facciamo pace con ciò che siamo. E questo è ciò che accade quando ci sediamo a praticare. Lasciando andare le aspettative e i desideri possiamo vedere l’essenza delle cose. Essere è sufficiente. Vivere è abbastanza. Se non puoi stare con la tua vita così com’è adesso, accumulare cose o conoscenza non ti aiuterà. È importante che continui a praticare.

Quindi, la prossima volta che ti viene da pensare che la tua pratica è inutile o difficile, accetta il fatto che potrebbe essere così. Lascia andare quei pensieri. Immagina un ramo avvolto in un groviglio di vite spinosa. È la tua mente, irretita dalla propria auto-riflessività e incessante attività. I pensieri sono così pervasivi perché non hai meditato abbastanza. Ma mentre rimani seduto quel groviglio piano piano si scioglie, la mente si libera da quel fardello e sperimenta cosa vuol dire semplicemente essere. È un’esperienza unica. Ma non accadrà se ti aspetti che accada.

Per il maestro Zen Dogen ogni momento passato a “stare semplicemente seduti” è un risultato enorme e produce karma positivo che si ripercuote per l’eternità. Quando riusciamo a vedere la pratica in questo modo, come qualcosa di prezioso in sé e per sé, sparisce tutta la pressione delle aspettative. Siediti! Non c’è nient’altro da fare.