[Testo] Episodio 044: Prestare Attenzione Per Godersi La Vita

Stamattina Rufus, il mio gatto, era fuori dalla porta ad aspettarmi. È sempre stato il suo modo di chiedere da mangiare, ma da quando gli abbiamo regalato un distributore automatico di cibo non ha più ragione di venire ad elemosinarlo. Adesso si fa vedere in giro quando vuole delle carezze, cosa che adoro fargli. Invece di iniziare subito a scrivere, come faccio di solito nelle prime ore del mattino, ho passato una ventina di minuti seduto, con Rufus sulle mie gambe. Ad accarezzarlo; avevo tutta la sua attenzione e ho pensato fosse giusto che lui avesse tutta la mia.

Una situazione semplice, ordinaria. Sarà stato forse per via della lucidità mattutina, ma a un certo punto mi sono accorto di essere davvero concentrato ad accarezzare Rufus. Sono questi piccoli gesti che creano la trama di gran parte del nostro tempo libero, e ciò nonostante sono quelli ai quali prestiamo poca attenzione. Dopotutto, avrei potuto accarezzare il mio gatto distrattamente mentre pensavo ad altro o ero seduto al computer. Invece ho cercato di vivere appieno quei momenti ed è stato molto gratificante. Spesso per godersi la vita basta prestare attenzione.

Quando ho iniziato a meditare, ho scoperto di avere una specie di interruttore mentale che a volte scatta durante il giorno e mi porta in uno stato di profonda consapevolezza. L’ho notato con particolare chiarezza mentre accarezzavo il mio gatto, ma mi accade spesso nel corso della giornata. Quando quell’interruttore scatta succede qualcosa di veramente impressionante, come se all’improvviso venisse sollevato un velo di confusione.

Questo stato di intensa consapevolezza può essere raggiunto da chiunque abbia voglia di coltivarlo. Personalmente, più lo coltivo e più l’esperienza dei piccoli dettagli della vita diventa profonda e straordinaria. C’è un vecchio aneddoto che riguarda lo scrittore John Tolkien, nel quale si racconta che le persone che lo accompagnavano a passeggiare nel bosco dopo un po’ si spazientivano perché era solito fermarsi a lungo, in silenzio, a osservare un fiore, un albero o del muschio. Un esempio di cervello consapevole in azione.

La Mindfulness rivela un mondo straordinario che la nostra mente distratta e iper-stimolata di solito non nota. Raccoglierci ogni giorno – almeno per un po’ di tempo – in silenzio, al buio, in uno spazio vuoto ci riporta ad una condizione di tabula rasa dalla quale possiamo sperimentare il mondo in modo nuovo, come un bambino. Stamattina, accarezzare il mio gatto è stata un’esperienza molto particolare, quasi religiosa. Forse stai pensando “oddio questo è un pazzo sentimentale”. E accetto questo giudizio da chi ancora non sa cosa vuol dire prestare attenzione ai dettagli e concentrarsi intensamente su ciò che si sta facendo.

Per coloro invece che si sono impegnati a raggiungere stati di profonda consapevolezza con la Mindfulness, vi invito a notare quante volte durante il giorno potete far scattare il vostro interruttore. Senza forzare, ovviamente, perché ciò svuoterebbe di senso l’intero esercizio. Ogni giorno ci sono tantissime occasioni per esprimere la nostra presenza mentale: cucinare, preparare il caffè, ascoltare qualcuno, stare seduti al parco, esercitarsi con uno strumento musicale, leggere, riparare qualcosa.

Il principio che è importante chiarire qui è quello dell’introspezione. Nel guardarci dentro sviluppiamo una capacità di osservare e riflettere che col tempo cresce e diventa una fonte di ispirazione interiore. E ci permette di osservare la vita con più lucidità. Ci aiuta da un lato a percepire l’ombra in modo più distaccato e obiettivo, dall’altro a percepire la luce e la bellezza con un senso di curiosità che si sviluppa da dentro. Tale curiosità rende interessanti anche le sfumature più noiose dell’esistenza e ci dà modo di vivere senza cercare fuori ciò che è già dentro di noi.

La Mindfulness rende meno necessario cercare risposte fuori di noi; riduce il bisogno di ricorrere a droghe o ad altre futili distrazioni per colmare il vuoto che sentiamo. Se vuoi puoi fare quelle cose, ma ciò che porta a una gratificazione duratura non è la ricerca di piaceri mondani transitori ma la coltivazione della gioia interiore. A volte per riconoscere la bellezza della semplicità è necessario essere meno indulgenti verso noi stessi. Non dobbiamo diventare degli asceti, ma possiamo ri-orientarci per sperimentare il mondo con occhi più attenti.