[Testo] Episodio 004: Mindfulness per Bambini: Imparare l'Intelligenza Emotiva a Scuola

Sul finire dell’intervallo alla scuola di Bracebridge, un istituto comprensivo nella regione dell’Ontario, gli alunni di quarta e quinta risalgono lentamente in classe, chiaccherando con tono di voce ancora da “aria aperta”.

Molti ci impiegano un po’ a calmarsi. Un ragazzo con felpa bianconera si ferma all’angolo della Mindfulness, di fianco all’attaccapanni. È uno spazio con un tavolo dove i ragazzi vanno se hanno bisogno di un minuto per calmarsi. Un poster appeso alla parete li incoraggia a “stare nel momento presente” mentre un post-it recita “respira e sorridi”. Il ragazzo si sporge in avanti verso il tavolo e con le mani appoggiate alla pancia fa tre respiri profondi prima di completare con calma un labirinto da dita.

Laura Dorsley, la nuova vice-preside della scuola, mi ha invitato ad assistere alla sua lezione settimanale di Mindfulness con questa classe. Oltre alla grammatica, al sistema metrico decimale e alla storia medievale, gli studenti imparano anche a gestire le proprie emozioni.

La scuola di Bracebridge è solo una di svariate dozzine nel distretto di Trillium Lakelands che stanno integrando la Mindfulness nel curriculum scolastico per ridurre ansia e stress negli studenti, migliorare la loro capacità di prestare attenzione e regolare le emozioni, e aumentare facoltà come concentrazione, compassione e autostima.

Cos’è la Mindfulness

La Mindfulness è un’antica pratica meditativa. In Occidente è arrivata alla fine degli anni 70 grazie a Jon Kabat Zinn, un medico americano che a quell’epoca organizzava corsi di Mindfulness per pazienti affetti da svariati disturbi sia fisici che mentali, ed è cresciuta in popolarità negli ultimi 20 anni. Tutto ruota attorno al prestare attenzione in modo non giudicante al proprio respiro e a ciò che accade dentro e fuori di noi momento dopo momento – più facile a dirsi che a farsi.

Oggi i medici la prescrivono a pazienti affetti da diverse patologie, dal cancro al dolore cronico fino all’ansia e alla depressione e al disturbo da iperattività nell’adulto. Anche importanti multinazionali hanno sposato la causa (Google ad esempio offre regolarmente sessioni di Mindfulness ai propri dipendenti). Ora sta entrando nelle scuole elementari degli Stati Uniti e del Canada, in particolare nelle regioni dell’Ontario e della Columbia Britannica.

Una lezione di Mindfulness

Gli alunni di 9 e 10 anni hanno spesso difficoltà a calmarsi dopo il passaggio da una situazione scolastica a un’altra, il che rende la lezione di Mindfulness post-intervallo della Dursley particolarmente adatta a riportare i ragazzi ad uno stato di calma e concentrazione per il resto della giornata. La Dursley li invita a disporsi in cerchio attorno a lei, quindi estrae dal cesto una campana tibetana – strumento utilizzato per meditare, rilassarsi e anche suonare – e chiede alla classe cosa devono fare quando sentono il rintocco. “Chiudiamo gli occhi e quando non sentiamo più il suono li riapriamo”, dice una ragazza. “Pensiamo al nostro respiro” risponde un altro. Quando la Dursley suona il rintocco, tutti i bambini chiudono gli occhi simultaneamente. Poi istruisce il gruppo silenzioso a sentire l’aria che entra e che esce dalle narici e a notare il movimento dell’addome mentre respirano.

Quando il suono della campana si esaurisce, tutti aprono gli occhi. “Com’è stato?”, chiede. Uno studente dice che la sua mente si è distratta dal respiro. “Le nostre menti sono luoghi affollati” – dice la Dursley in tono rassicurante – “ancora di più quando siamo turbati o arrabbiati”. “Conoscete la parola ancora? Ricordate che il vostro respiro è come un’ancora che vi tiene agganciati al momento presente”, dice, mentre tira fuori una bottiglia da 2 litri di un liquido rosa pieno di bollicine. “Le bollicine sono come la vostra mente quando avete tante cose in testa o siete arrabbiati”, dice agitando la bottiglia. “Quando vi concentrate sul respiro invece di reagire, vedrete che le bollicine si dissolvono e l’acqua diventa più calma e trasparente. La nostra mente è così quando ci concentriamo sul respiro. Essere calmi ci aiuta a decidere con più chiarezza e saggezza”.

Per la mezz’ora successiva gli studenti praticano esercizi sul respiro. La sessione termina con la Dursley che chiede loro quale esercizio di Mindfulness gli è piaciuto di più. Le risposte sono eloquenti. “Ho sentito di più il mio respiro e mi sono calmata quando ho osservato le bollicine nella bottiglia” dice una ragazza. Un ragazzo risponde: “quando torno in classe dopo l’intervallo e sento il suono della campana tibetana, mi rilasso”.

I benefici della Mindfulness

Molti educatori ritengono che sia ormai ora che la Mindfulness faccia il suo ingresso in aula. Se la recente indagine del provveditorato agli studi di Toronto sulla salute mentale degli studenti ci fornisce un qualche indizio, abbiamo aspettato anche troppo. Secondo tale indagine, pubblicata nel Giugno 2013 e relativa agli anni 2011 e 2012, quasi un terzo degli studenti di seconda e terza media intervistati ha affermato di essere preoccupato da situazioni sociali come fare amicizia o integrarsi nel gruppo classe; quasi la metà è preoccupata per questioni familiari; la maggioranza è in ansia per via dei compiti da fare; il 59% è preoccupato per il suo futuro; e l’11% si sente incapace di superare le difficoltà.

L’introduzione della pratica di Mindfulness nelle scuole ha suscitato qualche controversia. Alcuni genitori ed educatori hanno espresso dubbi circa l’origine buddhista di questa disciplina che secondo loro sarebbe inappropriata per una scuola laica; altri si sono chiesti se sia il modo migliore di utilizzare il tempo a scuola. Ma le prove dei suoi benefici, emotivi e comportamentali, sono sempre di più.

Le prime ricerche suggeriscono che la Mindfulness può aiutare ad alleviare l’ansia degli studenti e migliorarne l’apprendimento. Uno studio del 2009 pubblicato sulla rivista Advances in School Mental Health Promotion ha evidenziato che gli studenti impegnati in un percorso di Mindfulness hanno riferito di sentirsi più calmi e rilassati dopo il training.

Un altro studio, dell’Università di California, ha mostrato che bambini di 7 o 8 anni che avevano frequentato un percorso di Mindfulness un’ora alla settimana per otto settimane potevano modulare meglio il proprio comportamento e mostravano miglioramenti in alcuni processi cognitivi quali il prestare attenzione, prendere decisioni e rimanere concentrati senza distrarsi.

Testimonianze di insegnanti e genitori

Uno dei protagonisti nel campo dell’educazione alla Mindfulness è MindUp, il programma creato dall’attrice Goldie Hawn e sviluppato con un gruppo di neuroscienziati, psicologi cognitivisti ed educatori. MindUp organizza corsi di formazione per insegnanti nelle scuole e offre risorse guida a studenti fino ai 13 anni. Ricercatori dell’Università della Columbia Britannica hanno confermato che il programma migliora l’intelligenza emotiva, l’empatia, l’attenzione e la capacità di gestire lo stress degli studenti.

Genitori e insegnanti stanno riscontrando i benefici delle lezioni di Mindfulness. Sandra Northmore, la cui figlia Morgan frequenta la seconda media a Bracebridge, ha incontrato per la prima volta la Mindfulness 10 anni fa in un periodo in cui assisteva la madre affetta da tumore. Non ha saputo che la figlia stava imparando la pratica a scuola fino al 2012, quando hanno deciso di ristrutturare il loro appartamento. “Era un periodo molto pesante. Morgan ha chiesto a me e a mio marito di sederci e di chiudere gli occhi e ci ha guidato in una meditazione sul respiro. È stata un’enorme sorpresa che ha portato tranquillità in tutta la famiglia”, ricorda.
Dopo alcuni anni di pratica a scuola, la Mindfulness è diventata abituale per Morgan, anche quando deve gestire situazioni stressanti al di fuori dell’ambiente scolastico. Se è sotto pressione, si ricentra chiudendo gli occhi e facendo dei respiri profondi.

Inoltre, afferma Sandra, la Mindfulness offre benefici ben più ampi. Questa è una competenza che può aiutare i ragazzi durante gli anni di studio, nella loro vita in famiglia e nel loro futuro da adulti. Può creare una comunità scolastica più attenta, riducendo comportamenti violenti e favorendo un’esperienza di apprendimento positiva. Per Morgan, che ha lasciato due anni fa le fatiche della scuola superiore, le lezioni sono state immensamente preziose. “La scuola può essere impegnativa, la Mindfulness ti aiuta a sviluppare calma ed equilibrio per arrivare meglio a fine giornata”, afferma.

Secondo la vice-preside Dursley, gli insegnanti della Bracebridge stanno vedendo buoni risultati. C’è meno bullismo e meno conflittualità in classe, e anche quando ci sono, i ragazzi sono meno inclini a scatenarsi in comportamenti aggressivi. Gli studenti sono più premurosi ed empatici e possono modulare ed esprimere meglio le proprie emozioni. In generale, c’è un atmosfera più positiva nei corridoi e sui campi da gioco.
Le iniziative che la scuola ha realizzato – lezioni di pratica, angolo della Mindfulness e un momento di consapevolezza durante gli avvisi del mattino che implica assumere la posizione della montagna al suono della campana tibetana – sono tra i motivi alla base di un maggiore senso di compassione nella scuola. “I ragazzi dispongono ora di più abilità per mantenere la calma quando si sentono ansiosi, arrabbiati o turbati”, afferma.
Alla scuola statale Townshend di Kitchener, Ontario, anche la maestra Jennifer Evans utilizza la Mindfulness in classe. “Abbiamo notato che sempre più studenti delle elementari arrivano a scuola con qualche forma di ansia, e la Mindfulness ci è sembrata un modo per aiutarli a gestire la preoccupazione”, dice.

Oltre a una breve pratica di Mindfulness che si tiene ogni mattina in tutta la scuola, per favorire il ritorno alla calma dei propri studenti la Evans utilizza alcuni espedienti come una sedia a sacco, palline anti-stress, respiri profondi e libri – ad esempio La Meditazione del Tranquillo Porcellino e Scimmia Consapevole, Panda Felice. “A volte alcuni bambini vanno alla sedia sacco per rilassarsi e ri-focalizzare le energie senza neanche che gli venga detto”.

Karen Snider, insegnante di salute e benessere e pioniera della Mindfulness all’istituto Townshend, racconta ai suoi studenti, tutti tra i 5 e gli 11 anni, che la Mindfulness ci permette di sapere cosa proviamo, il che può darci una mano a calmarci quando veniamo attraversati da forti emozioni. “È un esercizio per il nostro cervello. Come ci sono persone che sollevano pesi per diventare più forti fisicamente, così noi possiamo rinforzare il nostro cervello praticando ogni giorno un po’ di Mindfulness”.

La Snider utilizza il piano formativo di MindUp, e lezioni prese dai programmi Inner Kids e Mindful Schools. Il riscontro da parte dei colleghi è stato così positivo che attualmente conduce sessioni di Mindfulness per insegnanti durante la pausa pranzo. “Dicono che li aiuta a iniziare la giornata su toni più rilassati e permette ai bambini di prendersi il tempo per qualche respiro profondo che li aiuti a centrarsi e ad atterrare in classe con più morbidezza. Abbiamo ricevuto un riscontro incoraggiante anche dai genitori – molti hanno espresso gratitudine per il fatto che insegniamo ai bambini queste competenze di natura relazionale ed emotiva”.
Mamma Stacey Arnold ha visto grandi cambiamenti in suo figlio Blake, 7 anni, e in sua figlia Paige, 4 anni, entrambi alunni dell’Istituto Townshend. Paige dimostra già un certo talento per la pratica. Spesso descrive le cose in termini di scelte buone (verdi) e scelte cattive (rosse) e discute di come ciascuna ha conseguenze diverse sugli altri. Per esempio dice a suo fratello “Blake per favore smettila di spingermi. È una scelta rossa e mi fai male. Fai una scelta verde e dì che ti dispiace”. Prima della Mindfulness avrebbe reagito a sua volta con degli spintoni e il tutto sarebbe sfociato in un litigio.

La passione della Snider per la Mindfulness ha fatto sì che quest’ultima sia ora una componente importante del corso di salute e benessere presso la scuola. “L’idea di insegnare ai bambini una pratica che può aiutarli a conoscersi meglio, ad essere più resilienti e a fare amicizia con le proprie emozioni era qualcosa che tutto il collegio insegnanti voleva portare in classe. E quale posto migliore di una scuola elementare per impararla e trasformarla in uno stile di vita? Possiamo dare a un’intera generazione di bambini le competenze di cui hanno bisogno per affrontare tutte le vicissitudini che la vita presenterà loro”.

Articolo originale di Caveman Cups su Medium.com