[Testo] Episodio 017: La Mindfulness Elimina i Pensieri?

Tutti abbiamo pensieri. Ricercatori dell’Università di Stanford sono giunti alla conclusione che in media ne abbiamo circa 60 mila al giorno. Considerando che in 24 ore ci sono 84.400 secondi, arriviamo a circa un pensiero al secondo durante le ore di veglia. Molti ritengono che l’obiettivo della Mindfulness o della meditazione in generale sia quello di eliminare i pensieri. Ma non è affatto così.

La cosa interessante di quei 60 mila pensieri che abbiamo ogni giorno è che il 90% sono ricorrenti. Quando ne parlo con i miei studenti della scuola media durante i nostri incontri di Mindfulness, chiedo loro di analizzare quali sono i loro pensieri ricorrenti. Le categorie principali sono amici, famiglia, compiti, attività extrascolastiche, cibo, vestiti, libri, giochi, film, musica e il semplice notare i dettagli dell’ambiente circostante. Mi raccontano inoltre di sentirsi impotenti rispetto alla possibilità di controllare i propri pensieri, che i pensieri spesso li distraggono da ciò su cui vorrebbero concentrarsi, oppure a volte gli impediscono di prendere sonno. Raccontano di essere “persi nei pensieri” come se invece volessero avere più voce in capitolo.

Sebbene l’idea che la Mindfulness faccia sparire i pensieri sia un malinteso diffuso, va detto che praticare Mindfulness può aiutarci a distinguere noi stessi dai nostri pensieri. Ogni volta che ci sediamo in meditazione e portiamo la nostra attenzione al respiro, è probabile che verremo distratti da qualche pensiero, più o meno uno ogni secondo. Ma se notiamo quei pensieri e diamo loro un nome – c’è giudizio, c’è preoccupazione, c’è pianificazione – prestando attenzione alla loro natura ricorrente, possiamo iniziare a lasciarli essere e a lasciarli andare senza diventarne ostaggio.

I tuoi pensieri non sono te. È qualcosa che concettualmente sappiamo tutti, ma quante volte permettiamo a un pensiero – di solito ricorrente – di stressarci, di intristirci, di innervosirci o di gettarci nel panico?

I nostri pensieri tendono a fissarsi. E allora cosa possiamo fare per liberarci dalla loro morsa quando ci sembra che siano loro a pensare noi invece che noi a pensare loro? Possiamo notarli e osservarli mettendo spazio tra noi e loro, come se stessimo guardando delle bolle che galleggiano per aria o delle immagini proiettate su uno schermo. Possiamo rivolgerci a loro – ah sei ancora tu Paura ti sei fatta viva spesso ultimamente. E possiamo respirare.

Forse non faremo tanti respiri quanti sono i nostri pensieri in una giornata, ma con ciascun respiro possiamo sfruttare il potente effetto calmante che l’ossigeno ha sul nostro cervello. E quell’effetto calmante, se glielo permettiamo, può diffondersi a tutto il nostro corpo. I pensieri vanno e vengono, allo stesso modo dei respiri. E se pratichiamo con regolarità, possiamo allenare la nostra mente a lasciar essere e lasciar andare i pensieri esattamente come i respiri, così da non esserne ostaggi se non lo desideriamo.

A volte perdersi nei pensieri è delizioso. Sognare a occhi aperti può essere uno strumento formidabile per stimolare la creatività e raggiungere risultati. Ma impariamo a scegliere quando vogliamo che ciò accada, e per il resto del tempo, come ha detto Shunryu Suzuki, “lasciamo aperte la porta d’ingresso e la porta sul retro. Lasciamo che i pensieri vengano e vadano. Non invitiamoli a fermarsi per un thé.