[Testo] Episodio 048: La Mindfulness e il Lago Nella Foresta

Spesso mi viene chiesto di spiegare la Mindfulness in modo semplice. Mi piace rispondere a questa domanda con un’analogia, ti chiedo quindi di avere pazienza e vedere dove ci porta.

Immagina di essere immerso in un lago meraviglioso incastonato nella foresta al centro di un’immensa radura. Solo la tua testa emerge dall’acqua. La vita ti porta continuamente ad affrontare le condizioni più diverse, da quelle più favorevoli a quelle più difficili. La gente cammina lungo la riva e lancia sassi nel lago, a volte piccoli ciottoli, altre volte pietre più grandi.

Capita che delle persone facciano il bagno nel lago, e la loro presenza, così come il loro chiasso e il loro sguazzare, in un modo o nell’altro, ti influenzano.

Uno dei problemi più grossi che ci portiamo appresso è che ci è stato detto che non deve essere così. Ci è stato detto che una volta l’acqua del lago era immobile, come uno specchio che riflette lo splendore del cielo azzurro e delle radure circostanti. Ora, con questa convinzione ben radicata in noi, ogni increspatura che incontriamo rinforza la nostra tendenza a evitare anche il più piccolo movimento dell’acqua e a cercare la perfezione della totale immobilità.

Il risultato è che ci agitiamo continuamente schizzando acqua ovunque, ci giriamo e ci contorciamo per evitare ogni cosa che ci viene addosso o che si avvicina a noi. Come osa la vita interferire con la nostra pace e tranquillità? Com’è possibile che si formino delle increspature? Non ci rendiamo conto che ogni movimento che facciamo per reagire agli stimoli e alla turbolenza attorno a noi non fa altro che creare altre onde e consuma una quantità enorme della nostra energia.

Poi arriva il giorno in cui, per esperienza, per intuito o semplicemente per sfinimento, realizziamo che non possiamo più continuare questa battaglia, ci fermiamo e smettiamo di combattere. A quel punto possiamo solo osservare. Osservare le onde e le increspature del lago. Osserviamo l’alternarsi della pioggia e del sole, il flusso e il riflusso dell’acqua. A volte l’acqua si espande, altre volte recede, ma essenzialmente rimane sempre la stessa. Vediamo persone lanciare sassi nel lago e notiamo che quando toccano l’acqua formano onde, a volte grandi onde, ma meno ci facciamo coinvolgere, meno turbolenza creiamo e prima quelle onde svaniscono. Vediamo persone che nuotano nel nostro splendido lago e ci rendiamo conto che permettergli di nuotare e prendere il sole le fa sentire bene, e questo a sua volta ci fa sentire bene. Di fatto quando se ne vanno ci manca il poter nuotare con loro.

Capita che il lago sia calmo, ma il più delle volte c’è qualcosa da qualche parte che lo increspa, solo che adesso abbiamo imparato ad accettare le onde, tutte le onde – quelle grandi e quelle piccole.

Ora che non siamo più in lotta con ogni cosa e semplicemente osserviamo le onde, ci rendiamo conto di avere più energia e, cosa ancora più importante, notiamo che il lago si estende all’infinito tutt’intorno a noi e non solo davanti a noi, come ci è stato fatto credere.

Più impariamo ad accettare che le onde fanno parte della natura dell’acqua, più impariamo ad accoglierle quando arrivano. Non ci preoccupiamo più delle onde. Non guardiamo più quanto sono grandi o da dove provengono. Sono solo onde.