[Testo] Episodio 007: Il Mondo, Secondo Te

È interessante notare la differenza tra l’esperienza diretta che facciamo del mondo esterno e come lo rappresentiamo dentro di noi.
Pensare ci permette di rappresentare mentalmente il mondo esterno come vogliamo. Con le parole diamo voce ai pensieri, dialogando con noi stessi e con gli altri.
È qualcosa di magico, e ci giochiamo spesso. La mente è come una realtà parallela che possiamo manipolare con i nostri pensieri, consapevolmente o no.
È qualcosa di confortante, perché riporta il mondo esterno, in gran parte incontrollabile, sotto il nostro potere (o almeno così pensiamo). Prendiamo la realtà là fuori, caotica e imprevedibile, e la dipingiamo mentalmente come più ci fa comodo. Alla fine restiamo con una rappresentazione del mondo, secondo noi.
Se il mondo non fa ciò che vogliamo, lo giudichiamo, ci lamentiamo e cerchiamo di manipolarlo.
Filtriamo e trasformiamo la realtà nel suo percorso verso la coscienza.
Questa è la ragione per cui, quando compri una macchina nuova, incominci a vedere quella macchina dappertutto. Prima di acquistarla non avevi motivo di pensarci, e quindi non la notavi. Ora la stai guidando e hai aggiunto quel filtro mentale alla tua percezione del mondo.
Vedi come funzioniamo? Rimodelliamo ad ogni istante il nostro mondo interno perché, diversamente da quello esterno, lo possiamo controllare.
Possiamo creare meccanismi di difesa. Possiamo essere a nostro agio anche in situazioni di grande disagio. Possiamo sentirci al sicuro.
Il problema nasce quando consideriamo queste rappresentazioni mentali come la realtà oggettiva.
È utile chiedersi se questo mondo interno che creiamo ci serve davvero. I filtri e le difese lavorano davvero a nostro vantaggio? O ci tengono intrappolati?
Ci stiamo proteggendo dalla vita o la stiamo vivendo?