[Testo] Episodio 050: I Pensieri Sono Come Nuvole Nel Cielo

Come insegnante di Mindfulness e meditazione, una delle motivazioni che sento dire più spesso da chi desidera imparare a praticare è “voglio controllare i miei pensieri”. Altre varianti includono “voglio smettere di avere pensieri negativi” oppure “voglio pensare positivo”. Cercare di raggiungere tali risultati crea di solito una grande frustrazione – non solo quando si tratta di Mindfulness e meditazione, ma più in generale quando si parla di auto-aiuto (la quantità di libri di auto-aiuto che sposano la teoria del “pensare positivo” potrebbe riempire un’enorme stanza se non addirittura una piccola biblioteca).

La frustrazione deriva da un importante ostacolo quando si tratta di controllare i pensieri: e cioè che è impossibile farlo. Prima di entrare in un dibattito sul libero arbitrio, ti invito ad analizzare da dove arrivano i tuoi pensieri. Cos’è che fa sorgere il prossimo pensiero nella tua mente? Certo, a volte sorge un pensiero collegato all’ambiente in cui ti trovi o a ciò che stai facendo, e ti sembra coerente con la situazione che stai vivendo. Altre volte invece i pensieri sorgono in modo del tutto casuale e possono spaziare da un fatto accaduto alle scuole superiori al tipo che ti ha tagliato la strada in macchina la settimana scorsa.

La verità è che i pensieri vanno e vengono. Cercare di controllare quali pensieri sorgono in quale momento, o cercare di eliminarne completamente alcuni, è un modo inutile di utilizzare tempo ed energia. Nota a margine: cercare di non pensare a qualcosa produrrà molto probabilmente l’effetto opposto. Si chiama Teoria dei Processi Ironici e si riferisce al fatto che più cerchiamo di sopprimere un pensiero, più è facile che esso sorga nella nostra mente.

Ci sono buone notizie, però. Se accetti che non è possibile controllare i pensieri, puoi indirizzare i tuoi sforzi verso qualcosa di possibile, come allenare la tua consapevolezza e sviluppare la capacità di osservare i pensieri senza diventarne ostaggio. Cosi facendo, impari a interrompere i processi mentali che ti portano ad agire in modo condizionato e reattivo.

Con la pratica impari a osservare i pensieri mentre sorgono, esistono e si dissolvono. È l’essenza della meditazione. La prima cosa che noterai è che nella tua testa c’è un continuo dialogo. Magari in passato hai già avuto modo di coglierne dei frammenti, ma forse non ti sei mai reso conto della sua portata. Di solito siamo consapevoli solo di una piccola parte di ciò che accade nella nostra mente in un certo momento.

La tua mente è in continua attività. Pensieri ed emozioni sorgono, e se ti identifichi con loro ne conseguono azioni e reazioni. Questo processo avviene istante dopo istante. Essere presente ti permette di rallentarlo, di osservarlo e di indebolirlo. Ti permette di smettere di indulgervi inconsapevolmente. Osservando i pensieri e le emozioni puoi imparare a non afferrarli, a non farli diventare “tuoi”. Puoi imparare a non farti portare via da loro. E puoi riconoscerli per quello che sono: fenomeni passeggeri della tua coscienza.

Sorgono e passano, anche se la tua mente fa di tutto per convincerti che sono solidi e permanenti (quando ad esempio provi ansia o depressione, pensi che non se ne andranno mai, il che complica ulteriormente le cose).

Ma non devi necessariamente soffermarti, o crogiolarti, nei pensieri. Non devi necessariamente andargli appresso e ottenere sempre agli stessi risultati. Con una pratica regolare, scoprirai che i contenuti della tua mente non sono così importanti. Quello che conta è come ti relazioni con loro. Pensieri ed emozioni sono come nuvole nel cielo: invece di identificarti, puoi scegliere di osservarle andare e venire. Hanno potere su di te soltanto se continui a seguirle ovunque ti portano.

Purtroppo, spesso viviamo in questo modo, col pilota automatico, manipolati dalla nostra mente. Come risultato, rimaniamo impantanati in quelle che chiamiamo “le vicissitudini della vita”: stress, ansia, preoccupazione, paura, depressione, sfiducia in noi stessi, eccetera eccetera eccetera. Non è però necessario vivere col pilota automatico. Puoi allenare la tua capacità di prestare attenzione, puoi diventare un abile osservatore dei tuoi contenuti mentali, e puoi smettere di essere in balia del prossimo pensiero, della prossima emozione o del prossimo impulso che sorge nella tua mente.

Più pratichi, più diventi abile, e più la qualità della tua vita migliora.