[Testo] Episodio 035: Ecco Com'è La Mindfulness!

Sono in piedi sul bordo del sentiero, la faccia rivolta verso il sole e gli occhi chiusi dietro un paio di occhiali scuri. Sento il ronzio del telefonino. È un nuovo messaggio. Porto la mano alla tasca e mentre sto per estrarre il cellulare, mi fermo. Può aspettare.

Giro di nuovo il volto verso il sole, sento il calore sulla scollatura della maglietta, e l’aria frizzante sui polpacci, sotto i pantaloncini da corsa. Un altro ronzio del telefonino. Un altro messaggio. Porto la mano alla tasca e mentre sto per estrarre il cellulare, mi fermo di nuovo. Può aspettare.

Alzo nuovamente lo sguardo verso il cielo, ma questa volta tenendo gli occhi aperti per osservare da vicino gli aghi di pino qualche metro sopra di me. Luccicano, muovendosi dolcemente nella brezza. Posso sentire le folate di vento risalire il fianco della montagna e scuotere gli alberi, e il rumore sempre più forte mentre si avvicinano a me, che sono in vetta.

Per qualche istante mi perdo nei suoni circostanti. Con calma, osservo ogni cosa attorno a me e come il mio corpo reagisce al sole e al vento. Noto la pelle d’oca sulle gambe, ma non sento il freddo. Noto il calore del sole sulla pelle, che contrasta con i brividi provocati dall’aria frizzante. Il vento sembra fermarsi. Tutto intorno a me è perfettamente a fuoco, silenzioso, come se fossi in una bolla di pace e tranquillità. Sono consapevole di ogni cosa, la mia mente iperattiva ora è silenziosa.

Quando mio padre stava per morire, queste parole gli davano conforto: eccomi, ci sono. La frase si riferisce all’essere presenti. Compare quando Dio sta parlando a Mosé e gli chiede dove sia. Naturalmente Dio sa dov’è Mosé. E Mosé risponde “eccomi, ci sono”, per far sapere a Dio che lui è presente, consapevole, ed è pronto ad ascoltare e ad imparare.

Quando andai a trovare mio padre, alcuni giorni prima che morisse, continuava a borbottare quelle parole, come per ricordarsi di non lasciarsi prendere dal passato o dal futuro, e di vivere semplicemente quel passaggio, con grazia e presenza.

Non mi sorprende che mentre sono qui in cima alla montagna nella mia bolla di silenzio, quelle parole risuonano nella mia testa. Le urlo a squarciagola. Le sento addosso. Ci credo. Eccomi, ci sono.

Non mi sono mai considerata una persona religiosa, anche se in famiglia celebriamo le festività ebraiche e diamo grande valore ai rituali; ho sempre sentito una forte connessione con la Natura, con le persone a me vicine, e con una specie di energia universale. Credo sia per questo che ora sono cosí aperta, è come un messaggio, e lo sento forte e chiaro.

Mentre scendo di corsa dalla montagna, con le gambe indolenzite, continuo a ripetete quelle parole. Ogni pietra, ogni radice, ogni curva del sentiero appare vivida davanti a me mentre corro, pienamente consapevole, in questa bella giornata di primavera.

Quando metto piede nel cortile di casa, col fiatone e un sorriso soddisfatto, penso: ecco com’è la Mindfulness.