Mindfulness e poesia

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Nella mia esperienza, Mindfulness e poesia formano un fertile connubio. Da tempo la poesia è parte integrante dei protocolli Mindfulness e, nonostante non sia un elemento essenziale del percorso, ha molto da offrire e può aiutare lo sviluppo e la coltivazione della pratica. La poesia ci parla della condizione umana e celebra i paradossi dell’esistenza; si rivolge ai nostri cuori e ci aiuta a comprendere noi stessi su un piano intuitivo che scavalca la mente pensante.

Talvolta al termine degli incontri leggo una poesia per sottolineare emotivamente passaggi importanti della pratica. Questo genera in molti un senso di libertà e apertura, permettendo una spaziosità interpretativa, un fiorire dei sensi, e una profonda comprensione, del tutto diversa rispetto a quella cognitiva. Proprio come la Mindfulness, la poesia non cerca di aggiustare le cose ma agisce come uno specchio o una lente che ci aiuta a vederle più chiaramente.

E’ lo stesso Kabat-Zinn a suggerire l’idea della poesia come una lente che può “…migliorare la nostra visione…la nostra capacità di sentire l’intensità e l’importanza delle nostre esperienze, delle nostre menti, delle nostre vite, con modalità che possono aiutarci a comprendere dove la pratica ci sta invitando a guardare, a cosa ci sta invitando ad aprirci, e soprattutto, cosa ci sta permettendo di sentire e conoscere”.

Ogni poesia vibra in modo diverso in ciascuno di noi. Per questo, a volte, prima della lettura suggerisco ai partecipanti di prestare attenzione ai suoi effetti sul corpo e sulla mente. Li invito a notare cosa accade in loro durante l’ascolto, provando a osservare ciò che c’è in maniera curiosa, morbida e rilassata, con compassione e non giudizio.

Come nel caso di questi versi di John Welwood.

Lascia perdere il Risveglio
Siediti ovunque tu sia
E ascolta il vento che canta nelle tue vene.
Senti l’amore, l’anelito, la paura nelle tue ossa.
Apri il tuo cuore a chi tu sei, proprio adesso,
Non a chi ti piacerebbe essere,
Non al santo che ambisci di diventare,
Ma all’essere che è proprio qui davanti a te, dentro di te, attorno a te.
Tutto ciò che sei è benedetto.
Tu sei già di più e di meno
Di qualsiasi cosa tu possa sapere.
Espira,
Tocca,
Lascia andare.

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