Mindfulness e libertà

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La Mindfulness è un’abilità che si può coltivare e sviluppare. I quattro fondamenti della consapevolezza procedono infatti dall’osservazione di oggetti grossolani come le sensazioni fisiche per arrivare ad oggetti più sottili e sfuggenti quali i pensieri e gli stati mentali. In particolare, il secondo fondamento riguarda la consapevolezza delle sensazioni (vedana), ovvero del tono edonico con il quale coloriamo, spesso inconsapevolmente, la realtà percepita dai nostri sensi. Tale tono può essere piacevole, spiacevole o neutro.

Per comprendere meglio cosa sono e come funzionano le sensazioni, è importante sapere che nella psicologia buddista, il singolo istante di esperienza nasce dall’incontro di un oggetto sensoriale (ad esempio un suono), un organo di senso (orecchio) e una coscienza sensoriale (coscienza uditiva). In questo processo, le sensazioni rappresentano la classificazione che diamo, immediatamente dopo il suo sorgere, a ogni istante di esperienza: mi piace, non mi piace, mi è indifferente. Come detto, di solito non notiamo l’iniziale sensazione che scaturisce dall’incontro con un oggetto sensoriale; saltiamo direttamente alla percezione, e da lì ai pensieri e alle emozioni che ne scaturiscono e che a loro volta generano altre sensazioni (mentali). Tutto ciò accade molto velocemente.

Talvolta può sembrare che coesistano sia il piacevole che lo spiacevole, ma è un’illusione dovuta alla natura sempre (e rapidamente) cangiante delle sensazioni. In realtà, in ciascun istante di esperienza sperimentiamo un solo tipo di sensazione.

Perché è importante sviluppare consapevolezza delle sensazioni? Perché sono all’origine del processo pensiero-emozione-azione. Se non prestiamo attenzione alle sensazioni, tenderemo inconsapevolmente a desiderare quelle piacevoli (e ad agire di conseguenza) e ad evitare quelle spiacevoli (e ad agire di conseguenza). Ovvero, faremo fatica a stare in maniera equanime con quello che c’è, condizione necessaria per ridurre la sofferenza.

La buona notizia è che tra la sensazione e la successiva reazione di desiderio / avversione / indifferenza c’è uno spazio. E la pratica di Mindfulness ci aiuta a espanderlo, in modo da poter osservare la sensazione nel momento in cui sorge e poter scegliere se lasciarla andare come fenomeno transitorio oppure darle un seguito.

Detto altrimenti, la Mindfulness ci rende liberi.

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